Attualità Venerdì 19 Giugno 2026 ore 15:00
Legambiente, "Manca il fotovoltaico al maxi capannone"

L'associazione ambientalista chiede conto sul polo logistico della zona industriale di Perignano: "Era stata assicurata l'installazione dei pannelli"
CASCIANA TERME-LARI — Al maxi polo logistico di Perignano mancano ancora i pannelli fotovoltaici. A denunciarlo, a ormai un anno e mezzo dalla realizzazione del capannone di via Sicilia, è Legambiente Valdera, che punta il dito contro il progetto.
Durante la presentazione pubblica dell'intervento, infatti, era stata annunciata la realizzazione di un hub logistico che avrebbe incluso sistemi fotovoltaici sulle coperture dei due edifici di 32mila e 21mila metri quadrati e nelle aree pertinenziali, con l'obiettivo di rendere ecosostenibile l'intera struttura. "Tuttavia, a oggi, è possibile notare l’assenza degli impianti sulle coperture e sulle superfici destinate a parcheggio, sollevando interrogativi sulla effettiva realizzazione di quanto annunciato - hanno scritto da Legambiente in una nota - infatti, non risultano documenti pubblici che attestino l’entrata in esercizio di impianti fotovoltaici né dati pubblici relativi alla potenza installata".
"Riteniamo opportuno chiedere alle amministrazioni competenti una verifica formale degli atti autorizzativi e urbanistici - hanno aggiunto - al fine di accertare se l’installazione di impianti fotovoltaici fosse prevista come obbligo prescrittivo nell’ambito dei titoli edilizi rilasciati, se tali eventuali prescrizioni risultino pienamente rispettate e quale sia lo stato effettivo delle dotazioni energetiche rinnovabili del comparto".
Del resto, in vista della realizzazione di un nuovo capannone nella zona industriale di Perignano, l'associazione è preoccupata dalla possibilità che si ripeta una situazione simile. "Ridurre la decarbonizzazione al 2030 a un mero slogan da spendere in fase autorizzativa è un grave errore, ancor più grave se serve a mascherare un consumo di suolo critico - hanno concluso - la cementificazione comporta una perdita netta dei servizi ecosistemici che un suolo naturale è in grado di offrire. Se si decide di sottrarre questi terreni alle loro funzioni ecologiche, è quantomeno necessario destinarli a una produzione di energia pulita che contribuisca concretamente a ridurre l’impatto ambientale".
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