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martedì 10 dicembre 2019

Attualità sabato 22 aprile 2017 ore 13:55

La vita dei contadini negli orti sociali

Un contadino e don Armando Zappolini
Foto di: Marcella Bitozzi

Il 25 aprile l'inaugurazione degli Orti di Don Primo con il vescovo Migliavacca. Zappolini: "E' anche un modo per aiutare le famiglie in difficoltà"



CASCIANA TERME LARI — La memoria di Don Primo rivive nell’iniziativa voluta dalla Parrocchia di Santa Lucia, finanziata dalla Diocesi di San Miniato e coadiuvata dalla Amministrazione Comunale di Lari. Martedì 25 aprile alle 11 quindi sarà tutto pronto per l’inaugurazione, dicono Don Zappolini e Marzio Caroti, alla quale parteciperà il vescovo Andrea Migliavacca, il sindaco Mirko Terreni ed altre autorità.

Dopo l’inaugurazione degli Orti di Don Primo, alle 12.30 l’inaugurazione dell’ascensore al Centro Pastorale Maria Teresa di Calcutta, alle 13 pranzo sociale e alle 15 inaugurazione del palco per musica e teatro.

Suddivisi in piccoli lotti di circa 100 metri cadauno, quattordicimila metri quadri di terreno in Via delle Melorie a Perignano e di proprietà della Parrocchia, hanno fatto nascere cinquantadue orti sociali, in gran parte già assegnati in comodato d’uso per essere coltivati per uso e consumo familiare.

C’è un orto per l’asilo di Santa Lucia, uno per i rifugiati, due per la Misericordia di Lari per il progetto “A metà strada” destinato a persone che vivono in solitudine, uno per la casa di riposo di Lari e gli altri per le famiglie residenti nel Comune Casciana Terme Lari che ne fanno richiesta.

L’assegnazione viene fatta per tre anni, da apposita commissione prevista nel Regolamento, e gli assegnatari pagheranno cinquanta euro l’anno per le spese vive dell’area.

C’è un pozzo comune, un serbatoio d’acqua per l’irrigazione per ogni orto, e in un grande capannone in legno per ricovero attrezzi. E l’amministrazione ha costruito un grande parcheggio all’esterno dell’area coltivata.

Quà e là si vede qualcuno che già sta lavorando il suo piccolo fazzoletto di terra e qualche timida piantina sta già spuntando dal terreno, mentre qualcun altro lavora sodo per le attività collaterali.

C’è Adriano B. di Perignano che innaffia i suoi ortaggi, e c’è Luigi T. che prepara la pista di bocce. “Fin da piccolo ho avuto questa passione – dice Luigi – nella mia famiglia ci sono anche campioni di questo sport e conosco bene come si costruisce un bocciodromo, e per me è motivo di grande soddisfazione poterlo realizzare anche in quest’area”.

“Non ci saranno solo orti in questo terreno – dice soddisfatto Don Armando Zappolini – perché c’è un’area per ritrovarsi a chiacchierare, con panchine e alberi di alto fusto, una pista per il gioco delle bocce, ed un enorme frutteto dove tutti potranno raccogliere e mangiare la frutta. Don Primo, il parroco che mi ha preceduto – continua Don Armando – amava l’agricoltura, passava tanto tempo nel suo terreno ma soprattutto amava i punti di aggregazione, di ritrovo, di socializzazione, e questa iniziativa che ricalca in pieno il suo temperamento, porta il suo nome e vuole rendergli omaggio. E non solo - conclude Zappolini – ma è anche un modo tangibile di aiutare le famiglie in un momento di grande difficoltà”.

“Tante aziende hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa – dice Marzio Caroti – responsabile del progetto - donando o praticando sconti nelle attrezzature necessarie e si deve anche a loro la realizzazione del progetto. Esse – dice ancora Caroti – saranno nominate e ringraziate una per una nella inaugurazione del prossimo 25 aprile”.

E Don Armando anticipa che non è finita qui, perché è in corso una nuova iniziativa in collaborazione con i Servizi sociali e la Caritas, per la destinazione di parte dell’8 per mille della Chiesa attraverso borse lavoro e non semplici e contributi economici a chi vive in difficoltà.

Marcella Bitozzi
© Riproduzione riservata



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