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Cronaca mercoledì 25 ottobre 2023 ore 15:14

Tanta pioggia e crolla un muro a secco

Un fiume di acqua e poi il crollo di un lungo tratto di muro a secco. Il fatto è accaduto ieri a Casciana Alta durante la perturbazione



CASCIANA TERME LARI — Un fiume d’acqua e il crollo di 4 metri o forse più di muro a secco ieri a Casciana Alta per la perturbazione, mentre nel resto del comune piccoli allagamenti che sono rientrati spontaneamente.

Il muro a secco, costruito chissà quanti anni fa per circondare villa Orsini e la collinetta dove insiste il borgo di Casciana, aveva già ceduto per circa 1 metro, un metro e mezzo, nell’ultima perturbazione ed ora come argilla, si è frantumato nella strada provinciale per un tratto molto più lungo. Nel crollo sono stati danneggiati un camioncino e un altro mezzo privato.

Alcuni abitanti ci riferiscono degli attimi di paura vera non solo per la grossa quantità di pioggia che aveva creato un vero e proprio fiume irricevibile dalle fognature, ma soprattutto per il timore che ulteriori crolli del muro impattato sull’acqua potesse causare un allagamento nei piani terra delle abitazioni.

Il muro è di proprietà di privati e la strada è provinciale.

Ieri sul posto sono intervenuti tre camion dei vigili del fuoco, tre auto della provincia e la polizia locale di Casciana Terme Lari per la deviazione del traffico e per l’apposizione di transenne di delimitazione del crollo.

Il traffico è stato ripristinato, ma il muro a secco giace a terra, testimonianza concreta delle prime opere manifatturiere ed architettoniche dell’uomo, addirittura la prima con tecnica ecosostenibile.

Le tecniche di costruzione in cui le pietre venivano posizionate una sull'altra con l'utilizzo di poca terra secca, attraverso la massima selezione e l’attento posizionamento delle stesse ne assicurava la stabilità.

“Antichissimi, apparentemente rudimentali, ed anche abbastanza anonimi, portano invece con sé una straordinaria dimostrazione di capacità di calcolo e di ingegneria trasmessa da generazione in generazione” – queste le parole inserite nell’articolo di quinews del 15 dicembre 2020.

La loro costruzione presupponeva una tecnica tramandata di padre in figlio e utilizzata già nel primo millennio A.C., dai Messapi, una delle prime popolazioni abitanti il Salento.

Dei muri a secco ne esiste traccia anche nella Bibbia.

Il 28 novembre 2018, “l’arte dei muretti a secco” è stata inserita nella lista degli elementi immateriali che sono Patrimonio dell’Umanità Unesco perché rappresentante, dice la motivazione, “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura, applicata concretamente alle condizioni di ogni posto in cui viene usata divenendo a tutti gli effetti "arte".

I muri a secco sono da sempre considerati incrollabili proprio per il massimo rigore nella scelta delle pietre e del loro posizionamento, ma propri di un equilibrio unico e intoccabile.

Ed eccoci al punto: incrollabili se intatti, ma non esistendo quasi più chi ne può ricostruire i pezzi crollati, il destino di questa bellezza intramontabile è segnato? 

Marcella Bitozzi
© Riproduzione riservata


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