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venerdì 22 novembre 2019

Attualità mercoledì 17 luglio 2019 ore 15:00

Un materiale storico che attende di rivivere

L'ospedaletto da campo in tempo di guerra

Un ospedaletto da campo, una portantina, una carrozza ed altro materiale storico collocato in alcune stanze della CRI di Casciana Terme attende...



CASCIANA TERME LARI — Un ospedaletto da campo con 50 posti letto attendato, una portantina, una carrozza, labari, e altro preziosissimo materiale è collocato in alcune stanze della Sezione della Croce Rossa Italiana di Casciana Terme.

Per gli amanti della storia, della nostra storia in particolare e di tutto ciò che non muore mai definitivamente perché collante indissolubile con il presente, non può che venire la pelle d’oca nell’ammirare questi preziosi oggetti.

L'ospedaletto da campo, utilizzato nei primi anni della prima guerra mondiale, poteva ospitare 50 feriti, o anche di più, in caso di necessità. E’ stato usato dalla sanità militare in Veneto, ed è stato regalato alla Croce Rossa di Casciana Terme da un Sottufficiale del Corpo Militare che resiedeva a Casciana, venuto a mancare qualche anno fa.

Negli anni della sua attività, l’ospedaletto attendato, poteva essere someggiato (con muli) o carreggiato (con carri) e assegnato ai corpi di armata. In dotazione aveva una tenda da medicazione e due di ricovero.

Lì venivano collocati i feriti sia leggeri che gravi trasportati anche dalla linea di fuoco, e si sa che ha continuato a funzionare presso gli ospedali militari anche in tempo di pace.

Era sotto quella tenda bianca che i feriti leggeri ricevevano le prime cure, mentre i feriti che richiedevano cure mediche più lunghe, dopo primissimi interventi, venivano trasportati dall’Intendenza di Armata ad altri stabilimenti sanitari più grandi.

Funzionava sotto la direzione dell’ospedale principale di Roma, si spostava per l’avanzare del fronte, ma solo dopo avere completato lo sgombero o sostituito da altro, e non sottoponeva i feriti ad alcun movimento.

Il materiale in dotazione, che pesava circa 50 quintali, occupava 37 metri cubi ed erano necessari 58 muli oppure 8 carrette per il trasporto, 172 erano i colli trasportabili a mano, a dorso di mulo o sul carro.

Nell’archivio della Sezione Cascianese della Croce Rossa esiste il diario degli spostamenti dell’ospedaletto nei 41 mesi di guerra.

Un altro importantissimo mezzo per il trasporto degli ammalati, anch’esso in deposito nei locali della Sezione Cascianese della Croce Rossa, è un cosiddetto “camioncino di volata” una carrozza trainata a mano datata 1910.

La carrozza fu costruita a Pistoia acquistata dalla associazione antenata della Croce Rossa di Casciana Terme, nel 1913 al costo di 950 lire e fu pagata in tre rate.

La carrozza o meglio dire “cannoncino di volata” era azionata a mano dai volontari e rappresentava un forte miglioramento nelle modalità di soccorso rispetto ai precedenti metodi. Al mezzo fu aggiunto in seguito con altro mezzo, una lettiga a 4 cavalli acquistata nel 1911.

Entrambi i mezzi furono costruiti a Pistoia dalla ditta S.A.I. di San Giorgio.  Ma questi due mezzi storici, non sono i soli cimeli all’interno dei locali della CRI Cascianese.

Lapidi, piccoli oggetti, labari, strumenti infermieristici ed altro, materiali importantissimi in buone condizioni sono lì  che dormono,  in attesa, con l'aiuito delle istituzioni, di risvegliarsi negli stessi locali adeguatamente adattati a piccolo museo visitabile.

Questo è il desiderio del Presidente della CRI Cascianese Luca Desideri e tutti i volontari.
Ma c’è un altro desiderio nei cuori dei volontari e che si sta avverando, la realizzazione di una banca dati della memoria perché tutto sia trascritto in un libro.

E fanno un appello a tutti coloro che sono in possesso di materiale documentario sulla Croce Rossa di Casciana Terme, foto, racconti, lettere, cartoline, volantini e altro, di contattare con una mail cricasciana.protciv@gmail.com o scrivere sulla pagina Facebook del Comitato.

Perché niente del passato e della nostra storia, neanche la più piccola cosa, venga mai più perduta.

Marcella Bitozzi
© Riproduzione riservata



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