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Cronaca venerdì 10 gennaio 2014 ore 15:30

​Caso Cermec, Picchi rinviato a giudizio

L'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi

Coinvolto anche l’assessore pisano nell’indagine sulle aziende che gestivano rifiuti a Massa e in debito anche con la Belvedere Spa



PROVINCIA DI PISA — Il prossimo 28 maggio si aprirà il processo sul caso Cermec e Erre Erre, le due aziende che gestivano il trattamento dei rifiuti nella provincia di Massa. Tra gli imputati alla sbarra vi è anche l’assessore provinciale pisano Valter Picchi, dopo la decisione del gup al termine dell’udienza preliminare che lo ha rinviato a giudizio. A divulgare la notizia è stato proprio lo stesso Picchi attraverso una nota stampa. Il sostituto procuratore massese ipotizza per i soggetti coinvolti vari reati tra cui l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, alla truffa in danno l’Unione Europea e all’abuso di ufficio. Tra le parti lese dai presunti illeciti commessi in questa vicenda invece vi è la Belvedere spa che gestisce la discarica di Legoli e che da tempo ha intentato una causa civile contro le due aziende che non avrebbero pagato parte dello smaltimento dei rifiuti inviati proprio a Peccioli per essere stoccati.


“Vivo tutto questo – ha dichiarato l’assessore – con profondo stupore, disappunto e amarezza, perché neanche per l’accusa avrei ottenuto qualche vantaggio da questa mia asserita partecipazione: il che sembra incredibile, ma è davvero così! Soprattutto, perché le condotte che dovrebbero dimostrare questa mia partecipazione “no profit” sono condotte che ancora oggi tornerei a tenere e di cui sono assolutamente fiero: continuo infatti ad essere convinto che si dovesse trovare il modo per far terminare, una volta per tutte, il conferimento alla discarica di Peccioli dei rifiuti prodotti a Massa e che Massa finalmente si dotasse di un impianto, fra l’altro strategico per tutta la costa toscana, di produzione di combustibile da rifiuto”.

Amaro in bocca poi per l’assessore pisano anche per l’udienza preliminare, dove il giudice iniziale è stato sostituito da un altro di un altro tribunale quando ormai l'istruttoria era stata compiuta e si trattava solo di tirare le conclusioni: “Resto infatti dell’idea – ha dichiarato Picchi – che ciò abbia influenzato non poco la decisione finale di rinviare a giudizio tutti gli imputati e sostanzialmente per tutte le imputazioni, scelta questa che costituisce in realtà la soluzione più deresponsabilizzante, demandando ad altri, ovvero al Tribunale, la parola definitiva sul fondamento dell’accusa mossa”.

L’assessore provinciale all’ambiente, sembra non perdersi d’animo e conclude la nota stampa riponendo le sue speranze nel giudizio dibattimentale: “In questa sede – ha detto infine – l’assoluta inconsistenza dell’accusa che mi è stata rivolta potrà essere agevolmente dimostrata”.

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