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Attualità mercoledì 21 gennaio 2015 ore 06:30

Un comune unico ma con le frazioni scollegate

Spostarsi con i trasporti pubblici tra Casciana Terme e Lari è molto disagevole. Nessun autobus collega le frazioni del territorio del nuovo comune.



CASCIANA TERME LARI — La fusione dei Comuni di Casciana Terme e Lari non ha certamente accontentato tutti. Come in tutti i cambiamenti radicali, c’è chi ci ha creduto fortemente e lo ha accettato favorevolmente fin dall’inizio e chi invece è rimasto con la sensazione di aver perduto per sempre la sua identità.

Il territorio presenta aspetti fortemente eterogenei e complessi dove sembrerebbe persino difficile mettere in campo le stesse strategie. Sono evidenti le diversità territoriali, il Comune di Lari fortemente industrializzato nella zona pianeggiante e turistico nella zona collinare, Casciana Terme zona termale e commerciale, due realtà insomma, completamente diverse.

Il territorio è grande, i bisogni sono tanti e diversissimi, e le istituzioni non hanno un compito facile perché devono sapere scegliere, saper valutare, essere coscienti di muoversi in una popolazione parzialmente scontenta. In questo quadro in cui le necessità sono tante e le risorse devono essere ben distribuite, cominciano ad emergere i primi problemi.

Esempio: i trasporti pubblici locali. Ai già più volte lamentati disagi dei cittadini, si aggiunge che l’adeguamento alla nuova realtà territoriale non è stato istituito, e cioè, che le frazioni del nuovo Comune non sono collegate tra loro. Non è cosa da poco se si pensa che a Lari è rimasta la sede principale del Comune, che a Casciana Terme esiste un poliambulatorio, l’ ospedalino, le terme.

E non è finita, perché le pochissime linee esistenti, che portano a Pontedera, viaggiano a orari scomodi e sono considerate “linee deboli”, soggette cioè a revisioni se non addirittura a soppressioni perché poco frequentate.

Risultato non esiste un mezzo pubblico per andare direttamente da Casciana terme a Lari e viceversa; tantomeno è impensabile che ad esempio una persona di Sant’Ermo possa utilizzare un autobus di linea per arrivare a Boschi di Lari se non impiegando un giorno di viaggio per mezza Valdera.

Purtroppo, fanno sapere dall’amministrazione comunale, questa situazione difficilmente si potrà sanare a breve perché la competenza esclusiva in materia di trasporti pubblici locali, non è delle istituzioni locali ma della Regione Toscana. E’ previsto il passaggio dai 14 bacini attuali ad uno solo di livello regionale e con gara europea si sta individuando un gestore unico per l’affidamento del trasporto per i prossimi 9 anni. Sono state presentate otto offerte ma i tempi per rendere operativa la nuova organizzazione del trasporto pubblico in Toscana non saranno certo brevi visto anche un ricorso al Tar da parte di Mobit, il consorzio delle aziende toscane del quale fa parte anche Ataf Gestioni.

Quindi da parte dei sindaci per trovare soluzioni nel breve periodo, il solo modo sembrerebbe quello di chiedere la istituzione di nuove linee di trasporto pubblico assumendosene interamente il costo, cosa improponibile viste le difficoltà di oggi nel far quadrare i bilanci delle amministrazioni locali.

Ma oggi trasporto pubblico locale non è solo quello realizzato con autobus, grandi o piccoli, su linee extraurbane quotidiane costose e poco utilizzate dagli utenti. Esistono anche altre forme dal carpooling al carsharing al taxi amico; modalità moderne ed economiche che i comuni, singolarmente o associati, potrebbero valutare di attivare e promuovere. Meglio ancora insieme anche ad altri servizi come quelli erogati degli sportelli regionali Ecco Fatto.

Garantire la mobilità a tutti i cittadini è fondamentale per migliorare la qualità di vita e nel caso di territori come quello di Casciana terme-Lari anche per far capire meglio i vantaggi della fusione dei due comuni. In particolare alle categorie svantaggiate, ai giovani adolescenti ed agli anziani non patentati, le quali, come tutti, hanno il diritto di poter usufruire liberamente dei servizi sociali e ricreativi e vivere la socialità in un ambito più ampio di quello di una piccola frazione di collina.



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