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Attualità giovedì 01 ottobre 2015 ore 19:00

Festa del Commercio, c'è chi ne vorrebbe di più

Foto di: Mirko Melai

A una settimana dall'evento alcuni negozianti vogliono dire la loro: "Troppe polemiche, ci sono anche cose che hanno funzionato"



PONTEDERA — A distanza di una settimana la festa del commercio non è archiviata e per Valentina Aurilio, dell'omonima pizzeria in via Aurelio Saffi, c'è ancora chi vuol dire la sua: “La festa ha funzionato e la soddisfazione non è solo mia, ma di molti colleghi del vicinato” afferma, sostenendo che per un'attività come la sua, lavorare in certe occasioni è quasi scontato.

Valentina ci guida in un piccolo tour allo scopo di stilare un bilancio positivo dell'evento, intorno al quale dichiara di “avere ascoltato troppe polemiche, mentre bisognerebbe concentrarsi anche sulle cose che hanno funzionato”.

Sull'altro lato della strada è Denada Balla, giovane commessa, ad alzare i pollici: “La festa è ok – dice – non abbiamo venduto tanto ma la gente ha partecipato, ha visto la merce ed è tornata a vivere il suo quartiere”. 24h Dress, il negozio d'abbigliamento dove lavora, compierà un anno il 15 novembre: “Siamo un'attività recente e devo ancora capire molto, tuttavia l'impressione è che, con eventi del genere i cittadini vivano il centro città rompendo la routine quotidiana”. Denada mette l'accento sulle ripercussioni sociali dovute alle grandi catene e ai supermercati: “Un tempo il centro città era più vivo, le botteghe erano luoghi dove incontrarsi, e il senso di comunità più sviluppato. Eventi come la Festa del commercio riportano l'attenzione sulle piccole realtà come la nostra”.

Un'attenzione vitale, in tempi di crisi. E la fantasia, sottolinea Denada, può fare la differenza: “Abbiamo apprezzato molto lo spazio alla creatività che ci è stato concesso – precisa – con la possibilità di ideare un nostro evento, pur rimanendo all'interno di un tema condiviso da tutta la città”. “Qua in via Saffi l'esposizione di auto ha avuto una bella risonanza – le fa eco Valentina Aurilio – tanto che i rappresentanti di Confesercenti mi hanno chiesto i contatti per riproporre l'evento altrove”. Alla conversazione si unisce Brunetta Capriotti, negoziante da 32 anni, del negozio d'abbigliamento per bambini Bugia: “Ci vorrebbero altre manifestazioni di questo tipo – rilancia – e forse sarebbe il caso di investire più risorse: al momento c'è una sproporzione fra la Notte bianca e quella del commercio”. Più concerti, ospiti di riguardo, attrazioni in grado di calamitare i passanti: sono queste le cose che funzionano, a detta delle negozianti.

Una nota negativa arriva da Pablo Badalassi, titolare del fashion store Quinta strada in via I maggio: “Alla chiusura al traffico della nostra strada non è corrisposto alcun allestimento – è la sua critica – come se ci fossero una zona di serie A e una di serie B. Visto che pago come pagano i commercianti sul Corso, vorrei essere trattato allo stesso modo”.

Un altro plauso arriva invece dal Chicco Nero, in piazza Gronchi: “Forse è andata addirittura meglio della Notte bianca – afferma la titolare del bar Romina Rugiati –da qua saranno passate circa 200 persone. L'Amministrazione ci ha concesso lo spazio per allestire un'orchestra”. Ad affiancarla nel decantare i punti forti della serata c'è Roberta Grassi: “La cortese disponibilità dei vigili e il clima di festa – conclude – sono stati gli ingredienti di un piccolo successo che ci auguriamo di ripetere presto”.


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