Attualità Sabato 04 Luglio 2026 ore 11:56
Fine vita, il dispositivo è a Pontedera

Da pochi giorni lo strumento, utilizzato a Marzo scorso, è in custodia nella Asl Toscana Nord Ovest, che si sta attivando per la certificazione
PONTEDERA — Un monitor, un cavo e una pompa da infusione. Pochi pezzi, che operano grazie a un software, compongono il macchinario messo a punto dal Cnr per il suicidio assistito di Libera, nome di fantasia scelto da una donna toscana di 55 anni affetta da sclerosi multipla in stato avanzato, che poteva muovere esclusivamente gli occhi e che con quelli, il 25 Marzo scorso, ha avviato l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita.
Lo strumento, in questo momento, è nell’ospedale di Pontedera, acquisito e in custodia dell'Asl Toscana Nord Ovest, che si sta muovendo, con l'appoggio della Regione Toscana, "perché sia portato - hanno confermato dall'azienda - nella sede di una struttura specializzata in certificazioni tecniche". Nessuna disposizione di consegna, per ora, ad altri malati nelle stesse condizioni ma l'avvio di un iter con cui l'impianto sarà sottoposto a prove di collaudo e magari in futuro usato anche per altri casi.
Il sistema è stato realizzato dal CNR su disposizione del Tribunale di Firenze e richiede che il paziente esprima tre volte la volontà di procedere. Quando il paziente dà il via libera, il meccanismo si mette in moto.
L’impianto è composto da uno schermo che permette al paziente che comunica solo attraverso gli occhi di esprimere la propria volontà attraverso il puntatore oculare. Collegata allo schermo con un cavo c’è una pompa nella quale passa il deflussore della flebo che contiene il farmaco.
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