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lunedì 20 maggio 2019

Lavoro mercoledì 01 marzo 2017 ore 18:30

Crisi Artoni, in Valdera 33 lavoratori a rischio

Marco Cecchi

Riunione in Regione con le cooperative dell'indotto, a Roma tra Artoni e sindacati. L'assessore Cecchi: "Abbiamo aperto un dialogo"



FIRENZE — Ottenere le massime tutele possibili per i lavoratori della cooperativa Cori e del consorzio Four service fortemente messi in difficoltà dalla crisi di Artoni Trasporti Spa per cui hanno sin qui lavorato in appalto nelle sedi di Calenzano e Pontedera, Gello. La Regione aveva già chiesto la scorsa settimana un forte impegno da parte del Ministero dello Sviluppo economico per risolvere la situazione della mancata acquisizione di Artoni Trasporti Spa della società Fercam.

In Valdera sono occupati, a rischio di perdere il lavoro, 10 operai di Artoni e 23 operai delle cooperative. 

Contemporaneamente all'incontro fiorentino a Roma, al Mise, i vertici di Artoni hanno discusso coi sindacati della stessa crisi.

Massime tutele possibili. E' questo uno dei punti centrali dell'incontro tenutosi oggi in Regione, nel quale il consigliere per il lavoro del presidente Enrico Rossi, Gianfranco Simoncini, insieme all'assessore Marco Cecchi di Pontedera, ha incontrato i rappresentanti delle Cooperative operanti nell'indotto del gruppo Artoni, un'azienda leader nel settore dei trasporti e della logistica, oggi in forte difficoltà.

"L'incontro di oggi - ha spiegato Cecchi - era per aprire un dialogo tra i rappresentanti della cooperativa e i dipendenti. I dipendenti non avevano riscosso ancora lo stipendio di gennaio. E' stato positivo perché i responsabili della cooperativa si sono seduti al tavolo per un confronto coi sindacati". 

"Al tempo stesso - ha ripreso Cecchi - c'è preoccupazione perché un responsabile della cooperativa ci ha raccontato che sta facendo di tutto per mantenere l'impiego dei lavoratori, visto ci lavora insieme da 15 anni. Il responsabile di Four Service si è esposto molto dichiarando che è da agosto che non riceve niente da Artoni. Non è un datore di lavoro arrogante, anzi". 

Cecchi che si è detto speranzoso non ha però mancato di parlare dello scenario peggiore immaginabile, ovvero la chiusura di Artoni: "Se dovesse chiudere per Four Service e i lavoratori pontederesi sarebbe dura. A quel punto vedremmo quali ammortizzatori potremo mettere in campo, ma ci auguriamo di non arrivarci". 

La scorsa settimana l'incontro era stato coi sindacati e coi rappresentanti dei lavoratori, entrambi preoccupati "perché non avevano ricevuto lo stipendio - ha chiarito Cecchi - e lavorano da tempo in una sorta di magazzino fantasma. L'accordo con la cooperativa è stato quello di cercare di pagare alcune mensilità arretrate". 

Per quanto riguarda uno spostamento dei lavoratori pontederesi in altre realtà, è difficile: "Cori (cooperativa che opera con Artoni, ma a Calenzano, ndr) potrebbe spostare alcuni lavoratori in altri appalti in Toscana - ha concluso Cecchi - Four Service invece ha gli appalti più vicini a Bologna, quindi la situazione è più complessa".

L'incontro in Regione si è concluso innanzitutto con l'auspicio che le riunioni in programma in questi giorni a Roma conducano a una soluzione positiva per la vertenza Artoni, in modo da far riprendere l'attività e, di conseguenza da far ripartire anche gli appalti affidati alle cooperative. E' stato poi stabilito che i rappresentanti della cooperativa Cori prendano contatto con le organizzazioni sindacali per verificare le possibilità di ricorrere alla cassa integrazione.

Allo stesso tempo si è concordato che il presidente di Four Service attiverà un confronto con le organizzazioni sindacali anche per i dipendenti del Consorzio, al fine di verificare quali possibilità vi siano per garantire un sostegno al reddito ai lavoratori, incluso l'eventuale ricorso alla indennità di disoccupazione (Naspi) laddove non vi fossero altre alternative.

"E' necessario - hanno concluso dalla Regione - un rapido intervento volto a dare un sostegno economico ai dipendenti: in diversi casi si tratta di immigrati e quindi di persone impossibilitate a contare su qualsiasi forma di aiuto economico da parte delle loro famiglie. In questa delicata fase la Regione continua a dare piena disponibilità a offrire il suo contributo finchè la vicenda non abbia uno sbocco positivo".



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