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Politica mercoledì 19 giugno 2013 ore 15:15

I soldi della Regione per fermare gli sfratti non bastano



Oltre 90 richieste di aiuto da tutta la Valdera per non perdere la casa


Valdera - La situazione degli sfratti in Valdera è sempre più pesante e i fondi stanziati dalla Regione per sanare le situazioni più difficile nei comuni dell'Unione ammontano a meno della metà del fabbisogno. “Appena aperto il bando abbiamo abbiamo ricevuto da tutta la Valdera oltre 91 domande di cui 81 sono state riconosciute idonee per accedere agli aiuti regionali e in totale per sanare queste situazioni e permettere alle persone di rimanere nelle case, evitando che lo sfratto diventi esecutivo, avremmo bisogno di oltre 450 mila euro”, dice l'assessore Marco Cecchi durante la conferenza stampa in cui presenta la situazione delle morosità sugli affitti. “La Regione – dice Cecchi - per tutta la Provincia di Pisa, escluso il capoluogo ha stanziato appena 243mila euro, soldi che non potranno essere utilizzati dalla sola Valdera. È assolutamente necessario trovare il modo di implementare questi fondi. Per questo lanciamo un appello a tutti i soggetti che ci possono aiutare, dalla Regione, alla Prefettura, al Governo nazionale, perché questa sta diventando una vera emergenza”. La situazione è pesante, i numeri forniti da Giovanna Bianucci responsabile dell'associazione Casa Valdera, che ha sede dentro l'Unione lo confermano. “Il Comune da cui arrivano più richieste di aiuto per sanare le morosità e poter riattivare un nuovo contratto evitando lo sfratto è Pontedera – dice Bianucci – dove vi sono 34 richieste di accesso al sostegno fornito dal bando regionale, a Ponsacco le richieste sono 15, a Santa Maria a Monte 7, a Buti a Casciana Terme a Lari sono 6, a Bientina e Terricciola 4 mentre a Capannoli e Calcinaia le domande arrivate sono 3. I morosi a palaia sono 2 e una sola famiglia a Peccioli”. Un piccolo polo, come lo definisce l'assessore Cecchi, se si pensa che dietro a ogni richiesta c'è una famiglia composta almeno da tre persone. “Mediamente per rispondere a queste situazioni per ogni richiesta servono dai 5 ai 6mila euro” spiega Cecchi. Sulla base dei dati elaborati da Casa Valdera tra le cause principali che portano alla morosità nel pagamento degli affitti e quindi poi allo sfratto vi è il licenziamento, la flessione delle attività imprenditoriali o professionali, il mancato rinnovo del contratto di lavoro, la disoccupazione di medio o lunga durata, la cassaintegrazione o i contratti di solidarietà, le separazioni dei coniugi.


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