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domenica 17 novembre 2019

Lavoro lunedì 15 aprile 2013 ore 16:15

Il Pd sta con gli stagionali Piaggio



Il segretario dei Democratici pontederesi, Antonio Pasquinucci interviene sulla vertenza Piaggio



PONTEDERA - La perdita di ogni prospettiva occupazionale per migliaia di persone anche in Valdera è il vero problema, non solo economico. Anche per il Partito democratico la situazione è preoccupante. Una drammatica emergenza che non a caso spinge le associazioni di categoria e i sindacati nazionali a invocare un “patto in fabbrica” per salvare le imprese e i posti di lavoro. Un dibattito che dal contesto nazionale arriva direttamente anche sul territorio della Valdera, dove da mesi è aperta la vertenza Piaggio. La segreterie pontederese del Pd infatti interviene sulle questioni che preoccupano le tute blu dello stabilimento della Vespa. A parlare, dopo la manifestazione dei precari svoltasi nello scorso fine settimana è il segretario del partito, Pasquinucci che sottolinea la gravità della situazione in termini economici e di sussistenza per chi nei prossimi mesi rimarrà a casa. “La vicenda dei lavoratori stagionali – dice il segretario Pd Antonio Pasquinucci - per i quali i cancelli della Piaggio rischiano seriamente di non riaprirsi nel 2013, si consuma in una devastazione situazione economica e sociale e si rappresenta in una stretta correlazione, tra mancata produzione e perdita di occupazione, aggravando una condizione che per questo territorio, a prevalenza industriale e manifatturiera, si deteriora giorno dopo giorno”. Poi Pasquinucci esamina la situazione in un quadro economico più generale: “In questa prospettiva le vicende che riguardano una delle più grandi fabbriche nazionali, leader europeo nelle due ruote e tra i principali marchi sul mercato mondiale, assumono una rilevanza più ampia. La Piaggio di questo deve assumere la massima consapevolezza, come deve essere conscia dei costi sociali che subisce questo territorio dall’avere un bacino di contrattisti così ampio a cui attingere secondo le proprie esigenze produttive. Si tratta di lavoratori che vivono la possibilità di rientrare in Piaggio, anche per pochi mesi, come una delle poche occasioni di reddito nell’arco dell’anno. Lavoratori che si aggiungono ad altrettanti con un contratto part-time verticale. In tutto 500 persone”. Poi Pasquinucci lancia la sua proposta invitando Piaggio a esprimersi in modo chiaro su quello che sarà il futuro dello stabilimento pontederese. La segretaria nazionale della Fiom, alcuni giorni fa, attraverso QuiValdera ha sottolineato l'incertezza del futuro delle linee produttive di via Rinaldo Piaggio. “In più circostanze – dice Pasquinucci - l’azienda ha rimarcato la centralità e il ruolo degli stabilimenti di Pontedera nelle strategie del gruppo: bene, in una situazione di grave difficoltà è necessario che questo orientamento si manifesti con un segnale chiaro. Dopo il significativo passo indietro della dirigenza aziendale sul contratto integrativo, - spiega Pasquinucci - occorre recuperare un profilo di unità in grado di dare autorevolezza e forza alle ragioni del lavoro e ai diritti dei lavoratori. Il punto di partenza è dato dagli accordi che le forze sindacali, pur in presenza di forti contrasti interni, hanno saputo conseguire negli anni scorsi”. Infine il segretario del Pd non ha mezzi termini nell'esprimere quello che deve essere lo scopo della strategia aziendale e sindacale: “La stabilizzazione graduale di questi lavoratori deve rappresentare l’obiettivo prioritario sul quale realizzare un ampio fronte unitario a partire dalle forze sindacali, insieme alle forze politiche e alle istituzioni. Un tema attorno al quale costruire un’interlocuzione più avanzata con l’azienda, che sappia guardare oltre la contingenza della crisi, definendo il ruolo degli stabilimenti pontederesi e il modo in cui la presenza di una multinazionale come Piaggio può creare condizioni di sviluppo e occupazione su questo territorio”.


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