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venerdì 13 dicembre 2019

Lavoro lunedì 13 gennaio 2014 ore 17:43

La Valdera perde 114 imprese in tre mesi, il 4,5% del tessuto produttivo

Trend negativo per tutti gli esercenti in provincia di Pisa, per la Valdera uno dei dati peggiori



VALDERA — La crisi non risparmia nessuno e se possibile le cose vanno ancora peggio che in passato. A dirlo sono i dati della Camera di Commercio sull'andamento della attività imprenditoriali nel terzo trimestre del 2013, sulla base delle indagini svolte su oltre 114 aziende. In questo scenario la Valdera segna uno dei peggiori risultati dove il saldo tra nuove attività e cessazione è addirittura tragico con la perdita 114 aziende che hanno chiuso. In termini percentuali questo significa - 4,5% delle attività commerciali. Unico dato peggiore in tutta la provincia lo registra il comprensorio del Cuoio dove nonostante le attività che chiudono siano solo 60 rappresentano il 5,1% del tessuto economico locale. Il dato della Valdera risulta ancora più grave però se rapportato all'andamento nell'area pisana ovvero Pisa città e comuni che vi gravitano intorno, dove chiudono 176 negozi , che rappresentano il 4,4% del totale. Va meno peggio in Val di Cecina, dove si perde il 3,6 dei negozi che equivale a 24 cessazioni di attività.

Su base provinciale il colpo più grosso lo prendono i commercianti al dettaglio di generi non alimentari, dove le cessazioni sono 347 mentre in ambito alimentare nel terzo trimestre 2013 hanno chiuso solo 18 attività. Tra i commercianti dei genieri non alimentari la flessione maggiore si registra tra gli ambulanti, dove si sono perse circa 204 imprese che equivalgono a oltre il 9% degli ambulanti pisani.

Nel non alimentare le categorie merceologiche dove la crisi si è fatta sentire di più sono i prodotti per la casa con 41 cessazioni di attività e l'abbigliamento con 57 chiusure.

In ambito alimentare però c'è anche chi come i grandi magazzini, ipermercati e supermercati riesce a mettere il segno più davanti all'andamento dell'intero comparto con un + 2% nel proprio giro d'affari, mentre tra i discount o il piccolo commercio si registrano chiusure significative.  



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