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giovedì 12 dicembre 2019

Cronaca domenica 06 aprile 2014 ore 17:05

La vertenza Piaggio in Parlamento

L'incontro con i lavoratori Piaggio
L'incontro con i lavoratori Piaggio

I deputato M5S chiedono conto di ammortizzatori sociali e futuro occupazionale dei lavoratori di Pontedera al Governo Renzi



PONTEDERA — La situazione occupazionale della Piaggio e il ricorso agli ammortizzatori sociali finiscono in parlamento. A portare la questione all’attenzione della Camera dei Deputati e del governo Renzi, ipotizzando che in realtà la Piaggio non stia vivendo una crisi aziendale, ma percepisca una sorta di aiuti di Stato, sono i deputati M5S Walter Rizzetto, Aris Prodani e Marco Baldassarre dopo l’incontro avuto circa due settimane fa a Pontedera con i lavoratori Piaggio. I deputati hanno depositato alla Camera un interrogazione dove dicono: “Non c’è nessuna crisi aziendale. Il governo Renzi vigili sugli sgravi contributivi che rischiano di trasformarsi in aiuti di Stato”. “Prima di autorizzare l’applicazione dei contratti di solidarietà alla sede di Pontedera della Piaggio il Ministero del lavoro deve verificare la sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa in materia. Non siamo, infatti, in presenza di una crisi aziendale della storica società motociclistica. Gli sgravi contributivi previsti dall’applicazione dei contratti di solidarietà rischiano di trasformarsi, di fatto, in una forma di finanziamento all’impresa, ossia un aiuto di Stato”. Con una interrogazione i deputati del Movimento 5 Stelle Walter Rizzetto, Aris Prodani e Marco Baldassarre vogliono sapere quali azioni intenda adottare il governo Renzi per la tutela degli attuali livelli occupazionali della Piaggio. “Troppo spesso i contratti di solidarietà sono stati concessi ad imprese che, successivamente, hanno comunque proceduto al licenziamento dei lavoratori – attacca Rizzetto -. Gli ammortizzatori sociali, che comportano un oneroso contributo pubblico attraverso uno sgravio contributivo che va dal 25 al 35 per cento, devono essere, invece, effettivamente finalizzati a scongiurare la perdita di posti di lavoro. Per questo devono essere riconosciuti alle imprese realmente in crisi e non di certo a quelle che producono utili e dividendi per i propri azionisti”. “Alla Piaggio – rivela il portavoce M5S -, a causa di alcuni accordi sindacali avallati dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, vi è stato uno svilimento dei diritti dei lavoratori attraverso licenziamenti, il ricorso alla cassa integrazione – avvenuto in modo non opportuno – nonché una progressiva delocalizzazione degli impianti di produzione all’estero”. “Contemporaneamente all’applicazione dei contratti di solidarietà, l’impresa ricorre inoltre all’appalto di lavori all’esterno – ad esempio, per collaudare alcuni modelli di scooter e moto – e importa veicoli e motori dal sud est asiatico per immetterli nel mercato italiano e europeo. Quindi, di fatto – conclude Rizzetto -, nella sede di Pontedera l’azienda usufruisce degli sgravi contributivi, pur avvalendosi di lavorazioni che vengono importate invece di essere eseguite dalle maestranze interne allo stabilimento”.



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