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martedì 25 giugno 2019

Imprese & Professioni mercoledì 12 dicembre 2018 ore 23:55

Lotta al gioco d’azzardo in Toscana

Il trend positivo del gioco d’azzardo in Italia



TOSCANA — Da qualche anno a questa parte, il mercato italiano dei giochi d’azzardo in generale, e delle slot machine in particolare, è in continua crescita.

L’Italia è prima in Europa e terza al mondo per cifra d’affari generata dal gioco d’azzardo: nel 2016, sono stati spesi 1.570€ pro capite (minorenni compresi), per un totale di 96 miliardi di Euro, una quota pari al 5% del Pil (ma questa cifra prende esclude tutto il mercato, nero e illecito, delle agenzie sprovviste di licenza AAMS.

Le cifre aumentano, se si prendono in considerazione anche le slot online AAMS, che trainano il settore dei giochi e delle scommesse sul web: da 3 anni, il settore sta attraversando un trend positivo (e le stime confermano questo dato anche per il 2018). Se, nel solo 2017, 2,2 milioni di italiani hanno giocato almeno una volta online, per un totale di 1,38 miliardi di Euro, il primo trimestre del 2018 ha vissuto un’impennata del 33%.

Il rovescio della medaglia: l’aumento delle dipendenze da gioco

Ma il 2019 potrebbe segnare il momento dell’inversione della tendenza, complici alcuni provvedimenti presi a livello nazionale e regionale, che mirano a contrastare il fenomeno delle ludopatie: al decreto Dignità, promulgato quest’estate, si aggiungono alcune misure a carattere territoriale, come quella voluta dalla regione Toscana, territorio con un alto tasso di dipendenze da gioco.

Secondo l’ADM nel 2015 in Toscana sono stati spesi 4,6 miliardi di Euro, mentre secondo i dati forniti dai Servizi per le Dipendenze patologiche (SerD), sui 3,3 milioni di abitanti tra i 18 e i 75 anni, 300.000 persone (dati del 2015) risultano avere problemi di gioco d’azzardo patologico e, di questi, 1.334 sono in cura presso le apposite strutture sanitarie (erano “solo” 300 nel 2009), cui vanno sommati oltre 20.000 giocatori “segnalati” all’interno dei territori regionali.

La ricerca di una soluzione: il Decreto dignità e la prevenzione in Toscana

Il decreto dignità

Il fenomeno delle dipendenze non riguarda, ovviamente, solo la Toscana, che, nella graduatoria nazionale delle spese in giochi d’azzardo, è solo in settima posizione.

Il Governo nazionale è intervenuto, allora, dedicando una parte del decreto Dignità al gioco. L’art 8, comma 1, vieta la pubblicità, in ogni sua forma, diretta e indiretta, di tutti i giochi e tutte le scommesse con vincite in denaro.

La prevenzione in Toscana

La Toscana, dal canto suo, cerca di frenare questo fenomeno con una legge del Consiglio regionale (16 gennaio 2018), che si occupa nello specifico di Prevenzione e contrasto delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico.

Un primo lavoro normativo è stato fatto a livello definitorio: si è passati dal concetto di lotta alla ludopatia a quello di lotta al disturbo da gioco, ovvero la patologia dei “soggetti affetti da dipendenza da gioco con vincita in denaro”.

Anche se la Toscana era già all’avanguardia grazie alla L.R. 57/2013 sul tema del contrasto del gioco d’azzardo patologico, tutti i livelli istituzionali (Anci, Sanità, Consiglio regionale, …) e tutti i colori politici (maggioranza ed opposizione) si sono trovati d’accordo relativamente all’urgenza di un intervento immediato e preciso.

La legge in questione, come spiegato da questo articolo apparso sul sito della Regione Toscana, utilizzerà le risorse attribuite dal Ministero della salute (pari a 3.158.995€) in due direzioni principali: la risposta sanitaria (presa in carico dei soggetti dipendenti o a rischio di dipendenza) e la prevenzione.

Quest’ultima, rivolta agli strati più poveri della popolazione (che cercano nel gioco una risposta rapida ai loro problemi) e agli operatori del settore, prenderà diverse forme, tutte più restrittive rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale:

  • Identificazione di nuovi punti sensibili: slot e agenzie di scommesse saranno banditenel raggio di 500 metri da scuole dell’infanzia, sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi e oro usati;
  • Corsi di formazione obbligatori per gestori e dipendenti;
  • Campagna di informazione nelle scuole;
  • Nuovo sistema sanzionatorio per il mancato assolvimento degli obblighi;
  • Restrizioni molto forti per le nuove aperture e per i sub ingressi.

Firenze dà un ulteriore giro di vite: chiusura delle sale gioco dalle 18 alle 24, tutti i giorni, mentre in tutti gli altri esercizi autorizzati, le slot devono rimanere spente tra le 13 e le 19. Per proporre delle alternative, sono stati ampliati gli orari di apertura delle biblioteche cittadine e sono stati attivati due progetti di sensibilizzazione e informazione (Reti di prevenzione e Play off-Switch on, il gaming in adolescenza).

Una legge troppo restrittiva?

Non tutti hanno colto con favore l’approvazione di queste leggi e disposizioni.

Come sottolineato da questo articolo dell’Agimeg, Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, la normativa regionale del 2018 si applicherà anche agli esercizi già esistenti, non solo alle nuove aperture.

La legge, inoltre, secondo i suoi detrattori, sarebbe eccessivamente restrittiva, dato che estende la zona off limit anche alle gioiellerie e non solo ai “compro oro”.

Il regolamento, inoltre, vieta la nuova installazione di apparecchi all’interno dei centri preesistenti, mentre considera “nuova installazione” anche la stipula di un semplice contratto, anche se fatta con un differente concessionario (per una nuova slot all’interno di un bar che già ne possedeva una, ad esempio). 



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