Attualità Lunedì 30 Marzo 2026 ore 09:00
Omen nomen, la sindaca Buti e il futuro del borgo

Dalle risorse Pnrr per le scuole all'ampliamento della cittadella dello sport, passando dall'Unione Valdera: le sfide di un piccolo Comune
BUTI — L'ultimo tassello della sua amministrazione comunale risale soltanto a una ventina di giorni fa, quando ha tagliato il nastro per il nuovo - e non ultimo - allargamento della cittadella dello sport. A dimostrazione che, oltre al Palio - imprescindibile - c'è di più. La sindaca Arianna Buti, al suo primo mandato, è infatti pronta a mettere in campo anche altri cantieri, anche se, finora, non sono mancati.
Quali sono i principali cantieri finanziati dal Pnrr a Buti?
Un intervento ormai concluso è quello che ha interessato la scuola media "Francesco di Bartolo", per un investimento complessivo di oltre 800mila euro. Gran parte, 600mila, sono arrivati proprio dalle linee di finanziamento del Pnrr, mentre la parte restante è stata recuperata da fondi statali. Grazie a questo investimento abbiamo ultimato la messa in sicurezza sismica e l'efficientamento energetico dell'edificio.
Tra l'altro, per quanto riguarda la messa in sicurezza sismica, la nostra scuola è stata un esempio per un progetto innovativo, che adesso è stato replicato anche altrove in Italia ma che, all'inizio dei lavori, era innovativo. La ditta che è intervenuta, oltre ai consolidamenti statici, ha infatti inserito nel sottotetto sistemi che garantiscono al riduzione delle oscillazioni della struttura. Si tratta di una tecnologia particolare, che è stata utilizzata anche per la nuova Torre dei piloti al Porto di Genova, ideata da Renzo Piano. Non si vedono all'esterno, ma sono macchinari fondamentali.
Per quanto riguarda prossimi interventi, in coda al Pnrr siamo riusciti a ottenere 200mila euro per il miglioramento della palestra interna alla scuola e altri 150mila euro per la primaria di Cascine di Buti. Sono cantieri che devono ancora partire: a Maggio appalteremo i lavori, che saranno svolti d'estate, per non interferire con le lezioni.
A Maggio 2025, dopo anni d'attesa, ha riaperto Castel Tonini. Come si sta muovendo ora il Comune per tenerlo aperto al pubblico?
La riapertura è arrivata al termine di un percorso importante: una ristrutturazione durata tre anni, ideata nel 2017 durante il mandato del sindaco Alessio Lari e realizzata grazie soprattutto ai fondi regionali. Adesso, però, la sfida è quella di far vivere questo gioiello. E ci stiamo riuscendo: nel fine settimana è aperto alle visite, mentre d'estate ci saranno anche le guide. Per il periodo invernale, invece, abbiamo fatto un accordo con il Festival Sete Sois Sete Luas, in modo da svolgere eventi e attività in un'ala dedicata alle mostre. Abbiamo già realizzato delle esposizioni su Saramago e sul nostro Palio, mentre a breve ce ne sarà un'altra dedicata ai cento anni di Dario Fo.
Ma non solo: abbiamo fatto la festa dell'olio per tre giorni a Novembre, tra degustazione, convegni e approfondimenti. A queste attività si aggiungono poi i corsi di formazione e i laboratori che coinvolgono le scuole e anche gli asili nido, oltre alle iniziative dell'Università della libera età. Insomma, una partecipazione di tutte le età, che fa di Castel Tonini un centro culturale che i butesi sentono loro.
Altro intervento, appunto, è stato quello alla cittadella dello sport. Ci sono in programma altri allargamenti?
L'appetito vien mangiando. A oggi la cittadella, grazie alla Polisportiva Monteserra, può contare su un via vai di circa 700 iscritti tra calcio, basket, pallavolo, ginnastica ritmica e per anziani e adulti. Con l'arrivo dei nuovi campi da tennis e padel, ovviamente, gli iscritti aumenteranno. Si tratta di un punto di ritrovo e di socializzazione molto accogliente per Buti e per Cascine.
Per il futuro, però, speriamo di poter fare un'ulteriore aggiunta. Abbiamo destinato alcuni territori nell'area della cittadella per servizi sportivi, perché la nostra intenzione è quella di realizzare un nuovo campo in sintetico. Parteciperemo a un bando dedicato della Regione Toscana, che scade a Maggio, e per il quale abbiamo già pronto un progetto dettagliato. Se tutto andrà per il verso giusto, la cittadella si amplierà ancora.
Oltre a essere sindaca di Buti è anche presidente dell'Unione Valdera. Un ente complesso, che spesso però non viene "visto" dalla cittadinanza.
Guidare l'Unione Valdera è un compito sfidante. Si tratta di un approccio molto diverso di quello che ho come sindaca: con l'Unione Valdera si ha a che fare innanzitutto con una macchina amministrativa di cento dipendenti che deve offrire servizi a quasi 100mila abitanti. Non è semplice: occorre innanzitutto trovare coesione interna con tutti i sindaci, ma devo dire che su questo versante c'è collaborazione. Dopodiché, dobbiamo sempre migliorarci per offrire servizi efficienti ed efficaci.
Attualmente stiamo lavorando molto sulla Polizia Municipale, per incentivarne l'azione, ma anche sull'informatica, forse meno conosciuto come tema, ma nel 2026 è fondamentale per avere un'amministrazione efficiente. Non si tratta di interventi che i cittadini vedono concretamente come un cantiere, ma avere a propria disposizione un sistema tecnologico all'avanguardia è imprescindibile: anche per questo, grazie ai fondi del Pnrr, abbiamo investito molto. Altro versante è quello dell'ambito socioeducativo, che ci sta molto a cuore e che ci porta a collaborare assiduamente con la Società della Salute e con la Conferenza educativa.
Da parte dei cittadini è comprensibile che l'Unione sia conosciuta meno rispetto al proprio Comune, che resta il primo punto di riferimento di ciascuno di noi. Dietro, però, c'è un ente che è fondamentale soprattutto per i Comuni medi e piccoli come lo è Buti. Basti pensare alla centrale unica di committenza, ovvero quell'organismo che gestisce le gare d'appalto per conto delle amministrazioni. In Comuni piccoli, con poche risorse, simili professionalità non sono alla portata. Grazie all'Unione, invece, tutto ciò è possibile.
Pietro Mattonai
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