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Attualità domenica 03 gennaio 2016 ore 06:30

Il presepe jukebox va a beneficenza

Nel cuore di Forcoli la passione di un commerciante coinvolge anche i bambini. Si introduce una moneta e parte una canzone



PALAIA — Fare presepi è un'arte e a comprovarlo c'è l'intramontabile passione di molti che ogni anno si applicano con zelo all'invenzione di paesaggi per ricordarci il tempo della natività. Nel cuore di Forcoli, frazione del Comune di Palaia, Massimo Brini è probabilmente il maggiore esperto. Ogni anno il paese visita la sua pizzeria per ammirare gli esiti di una fatica che può durare diversi mesi.

"Quest'anno ce ne sono voluti tre per preparare la scenografia - ci racconta - e circa trenta ore per assemblare il paesaggio e disporre le figure". L'opera di Brini non si ferma tuttavia alla classica rappresentazione statica. Il pizzaiolo è infatti anche perito elettrotecnico e ha deciso di applicare le sue conoscenze per rendere il presepe una rappresentazione dinamica, che oltre a essere d'intrattenimento permette di accumulare offerte da destinare in beneficenza. 

Il dispositivo somiglia molto a quello di un jukebox: si inserisce una moneta di qualsiasi tipo ("vanno bene anche cinque centesimi") e un incantatore di serpenti, col suo flauto, ci rivela il serpente nascosto nella cesta. Quasi tutto è lavorato e perfezionato a mano: due metri di larghezza per un metro e mezzo di altezza.

"Ho Iniziato col padre nel 1978 - racconta Brini - Mi portò a Campo, vicino alla Certosa di Calci: si era diffusa la notizia del primo presepe meccanico, animato, della zona. In un magazzino vicino alla chiesa le figure si muovevano agganciate a fili, quasi come pupi siciliani".

Scatta la passione: "Mio padre era falegname, cominciammo a costruirli assieme. Io andavo a smontare i blocchi di vecchie stufe e toglievo il motorino del girarrosto, per azionare il mulino a vento, o ad acqua, a movimento circolare. All'inizio si facevano a casa. Aperta la pizzeria, nel 1994, si cominciò a farli in bottega. La gente apprezzava, con i complimenti ci presi gusto".

Il presepe occupa ogni anno spazi sempre più grandi: prima sulle mensole, poi su tavoli più ampi, diventando una vera attrattiva per i forcolesi, tanto che all'inaugurazione, come quest'anno, partecipano talvolta il sindaco di Palaia e i soggetti cui vengono devolute le offerte, oltre ai bambini delle scuole.

A lungo Brini si è cimentato con il presepe napoletano: "In un piccolo spazio si sviluppa in altezza - spiega. - Quest'anno invece mi sono ispirato a Gerusalemme. Nel 2014 ho insegnato a costruire il presepe ai bambini della scuola elementare di Forcoli. Abbiamo costruito 25 castelli in tre ore, uno per bambino. È stato stancante ma divertente".

Negli anni il pizzaiolo si è aggiudicato qualche premio, e con il 2015 è entrato a far parte dell'iniziativa Terra dei presepi. Le offerte, dice, raggiungono di solito circa 150 euro. Una quota simbolica: quest'anno saranno donati alla parrocchia di Forcoli. Negli anni scorsi sono andati al Centro diurno per disabili di Ponsacco e alla Misericordia  di Forcoli. "Sto pensando di raddoppiare le dimensioni per il 2016 - conclude Brini - e di allestire lo scenario in una stanza separata o addirittura all'esterno".



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