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Attualità giovedì 15 ottobre 2015 ore 06:30

Passeggiata della legalità, il bilancio di un anno

Gianni Ferdani, responsabile organizzativo, racconta dodici mesi di lavoro: "Tante iniziative. Abbiamo aggiunto la dicitura 'Giustizia sociale'"



PONTEDERA — Dalla Passeggiata della legalità e della giustizia sociale a tante altre iniziative. Gianni Ferdani traccia un bilancio positivo dell'anno appena trascorso: "Siamo giunti al termine delle iniziative intraprese in questo 2015 per quanto riguarda la Passeggiata della Legalità che in questa edizione ha assunto su di se anche il tema della Giustizia Sociale. A Lajatico è andato in scena lo spettacolo Impiego sicuro cercasi, la scorsa settimana la cena di raccolta fondi per i recupero delle spese vive della manifestazione, il venerdì precedente la conferenza sull’idea di una banca a gestione comunitari, possiamo essere davvero tutti orgogliosi di quanto abbiamo realizzato". 

Ferdani ripercorre le iniziative sul territorio della Valdera: "La Passeggiata - continua - non è di qualcuno in particolare ma è di chi la fa vivere e di chi la partecipa, di chi la organizza e di chi cammina.Come in tutte le attività ci sono zone d’ombra e di luce, ci sono cose migliorabili, in questo 2015 abbiamo provato ad aumentare le iniziative che hanno preceduto e seguito il giorno della Passeggiata. Siamo partiti a gennaio di quest’anno ospiti dell’amministrazione comunale di Bientina con la presentazione del libro di Caterina Chimici sulla vita e la morte del padre Rocco per passare nel mese di Luglio attraverso la serata di manipolazione delle argille “ Sporchiamoci le mani ” al Parco Fluviale della Rotta per arrivare a settembre con la proiezione dl film La mafia uccide solo d’estate e ancora con la presentazione del libro L’atlante della corruzione sino alla giornata del 19 settembre in cui ci siamo ritrovati a camminare per dare la nostra testimonianza diretta nella lotta alle mafie. Tra i tanti che hanno reso importante questa giornata vorrei evidenziare un particolare che magari è sfuggito a molti ma che assume un significato estremamente importante, nel quartiere fuori dal ponte erano appesi e in evidenza delle lenzuola o dei drappi bianchi, i cittadini del quartiere hanno testimoniato anche in questo modo la loro adesione all’iniziativa come hanno fatto i cittadini di Palermo dopo le stragi Capaci e di via d’ Amelio. Ancora in questi giorni vediamo dalla cronaca locale che le mafie aggrediscono il territorio toscano, non possiamo quindi che mantenere alto il livello di guardia e proseguire il cammino intrapreso in difesa e promozione della Legalità e della Giustizia Sociale".



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