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Lavoro mercoledì 15 maggio 2019 ore 11:17

Belvedere e Alia insieme per la bioeconomia

L'impianto TMB della Belvedere a Legoli di Peccioli

Al via il progetto della società Albe, partecipata di Alia e Belvedere. Un esempio concreto di Bio-economia: compost e biometano dai rifiuti organici.



PECCIOLI — All’interno del polo impiantistico della società Belvedere sorgerà, entro il 2021, il nuovo impianto di Biometano per il recupero della frazione organica (scarti da cucine e mense), comprensiva di residuo verde (sfalci e potature), con produzione di biometano e compost di qualità.

Il progetto presentato oggi alla stampa è realizzato da Albe, la società nata con lo scopo di gestire impianti per il trattamento di rifiuti solidi urbani e speciali, costituita ad aprile 2018 e partecipata al 50% da Alia SpA ed al 50% da Belvedere SpA. Il nuovo impianto, che sarà in grado di gestire 105.000 tonnellate di rifiuti, rappresenta un’applicazione pratica della “Bio-economia”: permetterà, con un processo biologico, di produrre biofertilizzanti (compost) e biocarburante (metano) da fonti rinnovabili.

La planimetria dell'area di compostaggio e stoccaggio

Lo sviluppo del progetto nasce dal fabbisogno impiantistico toscano, già evidente nelle aree dell’ATO Costa e nell’ATO Toscana Centro dove la crescente percentuale di raccolte differenziate necessita di strutture di recupero dei rifiuti raccolti.

Insieme all’esigenza di spazi di recupero, l’obbligo normativo di stabilizzare il rifiuto organico con riduzione delle frazioni estranee presenti, l’opportunità di massimizzare la capacità di trattamento e la sostenibilità energetica, con produzione di BioMetano e BioFertilizzanti trovano risposta nel nuovo impianto, che permette alla Toscana di realizzare a pieno il ciclo virtuoso dell’economia circolare. L’impianto, infatti, si auto-sostiene energeticamente, alimentato valorizzando il biogas da discarica, e permette un recupero completo dei materiali con una produzione di nuovi elementi vergini senza sfruttamento di materie prime, ed un bilancio ambientale che si chiude nettamente in positivo con produzione di carburante green adatto ad alimentazione mezzi e di cui beneficeranno in primis gli abitanti del luogo.

Il progetto architettonico e paesaggistico

L’impianto di biometano prevede la riqualificazione di tutta l’area interessata (compresa la sponda di là dall’impianto del Rio Melogio), con una sistemazione accurata, opere civili ed elettromeccaniche, ed un inserimento rispettoso nell’ambiente esistente.

La struttura sarà realizzata con un investimento economico di 30 milioni di euro, è stata concepita come “aperta” agli utenti, con lo scopo di evidenziare bene la mission dell’impianto stesso, recuperare materia preziosa e produrre energie rinnovabili. Con una integrazione perfetta con l’ambiente circostante, l’utilizzo di colori e percorsi accessibili a tutti, di carattere anche educativo, l’ impianto di Biometano si presenta come estremamente fruibile a tutti.

Il progetto architettonico e paesaggistico

L’impianto, presentato oggi, sarà realizzato per gestire un flusso in ingresso pari a 105.000 tonnellate/anno, di cui 90.000 di FORSU, con una resa in compost pari a 20,000 tonn./anno e 7.500.000 Smc/anno di biometano.

Nell’impianto, attraverso la digestione anaerobica della Forsu e del verde e successivo compostaggio in biocelle, saranno prodotti ammendanti e fertilizzanti per l’agricoltura, oltre a Biometano per autotrazione che sarà immesso nella rete di distribuzione ed alimenterà un distributore di metano da realizzare in loco. Per la digestione anaerobica verrà adottata una tecnologia innovativa, che farà del polo di produzione di Bio-metano toscano uno dei più grandi in Italia, dove poter trattare le frazioni di Forsu e verde che vengono prodotte nei circuiti di raccolta differenziata urbana.

Il progetto architettonico e paesaggistico

Nello specifico, con la tecnologia a secco “Plug-flow”, alla ricezione i sacchi contenenti rifiuti organici e verde verranno aperti; dal vaglio e pre-trattamento saranno rimosse le frazioni estranee, come le plastiche. Attraverso la digestione anaerobica, con reattore a flusso a pistone e in condizioni termofile verrà prodotto digestato e biogas. Attraverso l’upgrading, il biogas sarà separato in biometano e CO2, mentre il digestato trasformato in compost nelle biocelle e pronto ad essere utilizzato in agricoltura. 

Paolo Regini (Alia SpA) e Renzo Macelloni (Belvedere SpA Comune di Peccioli)

Il nuovo impianto come hanno detto Paolo Regini (Alia SpA) e Renzo Macelloni (Belvedere SpA Comune di Peccioli) nella foto sopra  prevede l'occupazione di circa 15 unità lavorative ed un utilizzo di spazi degli immobili anche a scopo sociale.

Silvano Crecchi (Presidente Belvedere SpA) Renzo Macelloni (Sindaco di Peccioli) Alessia Scappini ( Amministratore Albe SpA) Paolo Regini (Presidente Alia SpA) Pietro Giorgieri (architetto progettista)

Silvano Crecchi (Presidente Belvedere SpA) Renzo Macelloni (Sindaco di Peccioli) Alessia Scappini ( Amministratore Albe SpA) Paolo Regini (Presidente Alia SpA) Pietro Giorgieri (architetto progettista)



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