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Attualità mercoledì 23 novembre 2016 ore 23:00

​Metropolitana, progetto del 2000, sogno del 1889

Quando l'idea della linea ferrata Pontedera Volterra venne lanciata, il Comune di Peccioli effettuò un sondaggio. Le opinioni non sono cambiate molto



PECCIOLI — Da sempre i mezzi di spostamento - siano essi su asfalto, rotaie, aria o mare - simboleggiano il movimento, l'evoluzione, il futuro. Come la locomotiva e la macchina a vapore divennero il simbolo della rivoluzione industriale dell'800 e il motore a scoppio insieme all'automobile quelli del Nuovo Secolo, l'idea della metropolitana leggera che collega tutta la Valdera fino a Volterra sta stuzzicando la fantasia di molti in questi giorni. 

Di ferrovie in Valdera se ne parla dal 1889 come ricordava Mario Mannucci nel suo blog su Qui News Valdera "La Storia siamo noi". Storica fu la campagna del Di Sandro, editore di Peccioli di fine '800 dell' Eco dell'Era per costruire una linea ferroviaria Lucca-Pontedera-Saline di Volterra e nell'anno duemila l'allora ed attuale sindaco di Peccioli Renzo Macelloni propose audacemente un progetto articolato per collegare su rotaia Pontedera, l'Alta Valdera e Volterra.

E come 16 anni fa, quel sogno forse desta ancora lo stesso entusiasmo misto a dubbio. A quel tempo, il progetto della metropolitana leggera non decollò per varie ragioni ma venne effettuato un sondaggio fra la popolazione che, a rileggerlo ora, restituisce una fotografia degli abitanti, della morfologia e delle opinioni che pare per nulla distante dalla Valdera di oggi. O almeno in parte.

La ricerca venne effettuata fra giugno e luglio del 2000 dall’Istituto CIRM, allo scopo di acquisire informazioni utili a rilevare le opinioni e gli atteggiamenti della popolazione della Valdera nei confronti del progetto. L'indagine venne articolata in due fasi: una qualitativa propedeutica e una quantitativa. Da un lato si voleva valutare le abitudini e i comportamenti di mobilità dei cittadini residenti in Valdera e, dall’altro, raccogliere l’opinione riguardo il progetto valutando sia gli aspetti positivi che negativi.

Il sondaggio venne strutturato così: un gruppo sociopsicologico di discussione della durata di 2 ore riunì un giorno maschi e femmine nella fascia centrale di età 25-55 anni, tutti residenti in Valdera e poi scattarono 350 interviste telefoniche con metodologia detta Computer Assisted Telephone Interviewing ad un campione rappresentativo della popolazione residente in nove Comuni della Valdera.

Dall'indagine venne fuori che gli spostamenti dalle campagne ai centri più grandi venivano compiuti o per usufruire dei servizi o per motivi di lavoro. Il mezzo più usato era l'auto privata, mentre chi più utilizzava i mezzi pubblici erano gli studenti sotto i 18 anni, gli operai Piaggio (magari ora un po' meno), gli anziani.

Se alla ri-proposta di Macelloni, i sindaci di Pontedera Simone Millozzi e di Volterra Marco Buselli hanno risposto si può fare, in Valdera c'è stato anche chi, come il sindacalista Uilp Marcello Casati ha consigliato agli amministratori di occuparsi prima della manutenzione delle strade. Quale sia l'opinione dei cittadini di oggi ancora non è dato saperla, ma nel 2000 i risultati dei quelle interviste parlavano chiaro: "Il progetto della costruzione della metropolitana leggera nella Valdera - si legge nel sondaggio - riscuote interesse tra la popolazione intervistata e l’85 per cento ritiene Molto + Abbastanza utile la sua costruzione. Tale utilità sembra sia considerata maggiore tra i residenti a Volterra che raggiungono il 94% di risposte positive; bisogna inoltre considerare che proprio i residenti a Volterra sono coloro che ritengono per nulla soddisfacente la rete stradale della zona rispetto ai residenti negli altri comuni. Anche chi ha un livello d’istruzione superiore, le donne e chi utilizza i mezzi privati per i propri spostamenti ritengono la metropolitana utile per gli spostamenti nella Valdera. Sembra quindi - dicono nel sondaggio - che la popolazione della Valdera individui nella metropolitana la soluzione ai crescenti problemi di spostamento; si ritiene che questo mezzo di trasporto, attraverso velocità ed efficienza, possa risolvere, o almeno alleviare, le difficoltà incontrate nei tragitti “stradali” nella valle e nel contempo rilanciare la zona stessa".

Nell'indagine venne evidenziato che la Valdera veniva percepita dai suoi abitanti come territorio mediamente ricco, a vocazione industriale ma anche rurale. I soggetti intervistati denunciavano però la mancanza di una rete infrastrutturale che permettesse un rilancio della zona. In pratica – si leggeva nei risultati dell'indagine – "è come se il contenitore da cui finora ha attinto la Valdera stesse per esaurirsi; conseguentemente, vi è la sensazione che qualche altra fonte di sostentamento per l'economia locale debba essere individuata. A questo proposito, gli intervistati esprimono e dichiarano un forte coinvolgimento personale nei confronti di iniziative che lascino spazio a una progettualità più imprenditoriale sul loro territorio. […] Vi è in generale una evidente aspettativa di sviluppo condivisa".

Fra i vantaggi espressi nel 2000 c'erano: la valorizzazione strutturale e funzionale e la rivalutazione generale del territorio. Di più venivano percepiti i possibili svantaggi, ovvero: impatto ambientale, costi, sevizio, opposizioni dei Comuni più importanti (Pontedera e Ponsacco), i tempi di realizzazione, i collegamenti, problemi urbanistici e coinvolgimento finanziario di privati.

L'indagine si concludeva però con uno slogan riassuntivo: Valdera protagonista del proprio futuro, non più spettatrice passiva di quello altrui. Probabilmente, dopo 16 anni, questo è ancora lo spirito del territorio. Ciò che può renderlo adesso attuabile è solo una politica che ci creda e agisca.   

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