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Attualità domenica 17 aprile 2022 ore 19:00

Quel filo sottile tra New York e la Valdera

La co-titolare di Audha, Carmela Magliulo

Nel cuore del borgo di Peccioli lavora Carmela Magliulo, nipote di Tony May, storico ristoratore italo-americano scomparso da pochi giorni



PECCIOLI — Da molti è stato descritto come "il re della cucina italiana a New York". Del resto, Tony May, è stato titolare del San Domenico, ristorante al numero 240 di Central Park South, a pochi passi dalla Time Warner e dal Lincoln Center, dove ha accolto ospiti come Michael Douglas, Sylvester Stallone, Sophia Loren, Sharon Stone, Harrison Ford e Luciano Pavarotti. Per Carmela Magliulo, però, Tony May era semplicemente zio Tony.

Magliulo, ristoratrice e co-titolare, insieme alla socia Cristina Napoli, del ristorante Audha a Peccioli, è infatti la nipote di Tony May, ovvero Antonio Magliulo, imprenditore e ristoratore nato a Torre del Greco 84 anni fa. Ed è anche grazie all'esempio dello zio che Carmela ha affrontato la sfida di Audha.

"La mia famiglia è sempre stata profondamente legata al mondo della ristorazione. Un mondo che mi è sempre appartenuto, anche se per me avevo pensato a un percorso professionale diverso - ha raccontato - mi sono laureata in economia e ammiravo mio zio Tony per la sua capacità imprenditoriale. Voleva migliorarsi sempre, era molto esigente ma una persona per bene. Sapeva farsi amare anche sul lavoro, anche se era molto riservato".

Tony May, al secolo Antonio Magliulo


"Le volte che tornava in Italia faceva sempre ritorno a casa. E andava a trovare la mamma. Chiedeva di mangiare la parmigiana, gli spaghetti alle vongole coi pomodorini freschi, la frittura di pesce, la pasta con le patate - ha continuato - si sentiva a casa con la cucina. Il mio rammarico è che non sia riuscito mai a passare da Peccioli. E con la pandemia negli ultimi anni tutto era più complesso. Però era felice della mia scelta. Un po' perché lui ha sempre ceduto nei giovani, ha aperto scuole di cucina proprio per coltivare i futuri chef. Mi ha sempre detto di resistere nei periodi più difficili e ora, nonostante le difficoltà, sento di aver messo radici importanti".


Arrivata a Peccioli quasi per caso, nel 2014 ha inaugurato la sua attività di ristorazione seguendo le orme dello zio. "Tutto è nato come un gioco, avevamo un'amica che aveva aperto un fashion store a Torre Annunziata con lo stesso nome - hanno spiegato insieme Carmela e Cristina - una donna imprenditrice che per noi era fonte di ispirazione. Poi ci piaceva il significato della parola audha, si lega alla figura di un uomo coraggioso e valoroso".


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