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Attualità domenica 20 dicembre 2020 ore 08:00

Una lettera per mamma, morta per Covid in una Rsa

La pandemia spesso riduce i morti a freddi numeri. La figlia: "Perdere la mamma è straziante. Ti senti di nuovo come a 5 anni, ma ne hai 60"



PECCIOLI — Bruna Bigazzi in Ciulli aveva 94 anni e alle spalle una vita piena, con un marito, una famiglia, figli, nipoti e bisnipoti. Una donna con una storia, come le quasi 70mila persone decedute da marzo a oggi a causa della pandemia di Covid-19.

Spesso questo oceano di morte ci porta a trattare le decine, centinaia, migliaia di persone morte come freddi numeri, dati, statistiche e percentuali. E' inevitabile, è anche utile per capire la portata di questa drammatica situazione. E' utile esserne consapevoli e, quando possibile, ristabilire un po' di umanità, come oggi che pubblichiamo il ricordo che una figlia (e un nipote), hanno dedicato a Bruna, scomparsa l'8 Dicembre nella Rsa Belvedere di Lari. Una lunga lettera piena di riflessioni e calore umano. A inviarla sono stati la figlia Tiziana Ciulli e il nipote David Crecchi, di Fabbrica di Peccioli. A scrivere è la figlia Tiziana.

"IN SILENZIO 

Cara Mamma,

nel silenzio della tua assenza sento un rumore assordante che dal cuore sale fino alla testa, e mi assordisce.

La morte ai tempi del Covid è questo, lo sappiamo tutti. Ne hanno parlato i telegiornali, ci hanno fatto vedere immagini strazianti. Ma mai avrei creduto che questo dolore fosse così atroce. Perché provarlo sulla propria pelle è un'altra cosa.

Cara Mamma,
avevi 94 anni e ancora tanta salute. Avevi i capelli banchi e gli occhi luminosi. Avevi grinta e dignità da mostrare al mondo. Avevi le tue figlie, i tuoi nipoti e persino i bisnipoti. Avevi qualche acciacco, la voce un po' tremante, le mani stanche ma anche tanto coraggio, coraggio da vendere.

E adesso cosa resta di te? Ti sei spenta nel giorno dell'Immacolata Concezione, dopo solo 10 giorni da quella sentenza di morte che ci era stata comunicata per telefono: "Tampone positivo, ma per ora è asintomatica".

Dopo 8 giorni è arrivata le febbre e sei stata sottoposta alla terapia anticovid. Quella stessa sera, una videochiamata: lo sguardo assente, le energie quasi esaurite, poche parole che mi hanno detto tutto. E dopo due giorni di silenzio, la telefonata che mai avrei voluto ricevere: "Sua madre è deceduta. Pensate voi al funerale. Condoglianze".

Bruna nel giorno del 90esimo compleanno con una bisnipote in braccio

Bruna nel giorno del 90esimo compleanno con una bisnipote in braccio

Da allora sono sprofondata in un baratro che mi ha inghiottito pian piano. Perdere la mamma è straziante. Ti senti di nuovo come ti sentivi a 5 anni, senza di lei. Smarrita, sola, disperata. Ma di anni ne hai 60 e sai, senti, che devi rialzarti e reagire. Devi lottare per quella donna che per alcuni è solo un'anziana di 94 anni che tanto prima o poi doveva morire, ma che per te è tua madre. Quella donna che ti ha dato la cosa più preziosa che oggi hai, la vita. Quella donna che ti ha amato con tutta se stessa. Quella donna che non meritava di morire così, in silenzio, nell'indifferenza più totale del mondo. E come lei sono morti in tanti nella Rsa di Lari. E in tanti stanno morendo. Come topi in gabbia. Ma non sono topi, sono uomini e donne, genitori, nonni, zii.

Dov'è finita la dignità dell'uomo? Il diritto alla vita e alla cura, il diritto ad una morte e ad una sepoltura degna? Il diritto di un figlio di scegliere l'abito più bello per l'ultimo viaggio del proprio genitore? Il diritto di rendergli un ultimo saluto? E, soprattutto, il diritto di frequentarlo, di vederlo, di viverlo negli ultimi anni della sua vita?

Sei morta sola, cara mamma. E nemmeno sappiamo come

Nutriamo la speranza che tu ti sia abbandonata al dolce abbraccio della morte. Ma non lo sappiamo. Perché nessuno ci ha detto niente, nessuno ci ha chiamato per tranquillizzarci o solo per informarci. Nessuno.

Siamo sicuri che la morte ai tempi del covid sia tutto questo? Io credo di no. Abbiamo perso mesi preziosi, in cui la solitudine ci ha attanagliato il cuore, a noi e a te. Il rischio era troppo alto: non potevamo permetterci di portare il covid nella Rsa. Non potevamo permetterci di mettere a rischio le persone più fragili: i nostri cari anziani. E allora cos'è successo? Qualcuno delle spiegazioni le deve pur dare. 

Cara mamma, in silenzio ti sei spenta così come in silenzio hai rinunciato al tuo funerale. Ma io, oggi, sento il bisogno di spengerlo questo silenzio. E che rumore sia, allora. Grido come una pazza dall'8 Dicembre e griderò finché avrò voce. Griderò che gli anziani vanno protetti e tutelati. Vanno amati fino al loro ultimo respiro, affinché non siano più topi in gabbia ma esseri umani. 

Buon viaggio, cara mamma. Non avrai indosso il tuo vestito più elegante, ma sei bellissima con quella dignità e quella eleganza del cuore che nemmeno il covid è riuscito a toglierti".

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