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martedì 19 novembre 2019

Cronaca lunedì 13 gennaio 2014 ore 12:11

Pieroni revoca la nomina a Picchi

L'ex assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi
L'ex assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi

La decisione del presidente della provincia è maturata dopo il rinvio a giudizio di Picchi stabilito dal tribunale di Massa per il processo Cermec



PROVINCIA DI PISA — Dopo il rinvio a giudizio deciso dal gup di Massa per l'inchiesta Cermec e Erre Erre, per l'assessore Valter Picchi arriva la anche revoca della nomina di assessore. Il presidente della provincia Andrea Pieroni ha deciso di revocare l'incarico di fiducia a Picchi durante la seduta ancora in corso (lunedi 13 gennaio) del consiglio provinciale.

Pieroni ha spiegato che la decisione è maturata a seguito della comunicazione dello stesso Picchi, al presidente e agli organi di informazione, di essere stato oggetto di un rinvio a giudizio in relazione a un’inchiesta della Procura di Massa inerente l’attività di gestione del trattamento dei rifiuti da parte di due aziende.

La giunta provinciale di Pisa ha volontariamente aderito ad un codice etico, denominato Carta di Pisa adottato il 7 marzo 2012, il cui testo, all’articolo 20, prevede che, in caso di rinvio a giudizio per taluni reati, scatti l’impegno a dimettersi dal proprio incarico.
Con la Carta, gli amministratori locali, dopo anni di impegno sui temi della legalità e della responsabilità etica - afferma il presidente Andrea Pieroni - hanno inteso alzare l’asticella costituita dalle norme di legge e aderire con convinzione a un codice il cui obiettivo è dare palese dimostrazione di quanto si voglia essere trasparenti, esigenti e rigorosi con se stessi”.

Il presidente Pieroni, durante la sua comunicazione al consiglio provinciale, ha ringraziato l’assessore Picchi per l’impegno e la dedizione profusa nello svolgimento del suo mandato in quasi dieci anni di attività; ha riaffermato come non venga meno, da parte mia e della giunta, l’auspicio che possa dimostrare la sua più completa estraneità ai fatti a lui addebitati e ribadito come, in ogni caso, nessuno possa essere ritenuto colpevole fino a che una sentenza definitiva non lo dichiari tale.



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