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lunedì 09 dicembre 2019

Cronaca mercoledì 03 maggio 2017 ore 09:30

Il gioiello distrutto

Foto di Piero Frassi

La chiesa del Castellare è stata distrutta da un'esplosione. Costruita nel 1656, ora San Giovanni alla Vena ha perso un pezzo di storia



VICOPISANO — Il gioiello seicentesco arroccato sul monte Castellare, che vegliava dall'alto la comunità di San Giovanni alla Vena, non c'è più. Al momento dell'esplosione, avvenuta intorno alle 21 di ieri, nei locali attigui all'edificio religioso alcuni giovani stavano organizzando le iniziative per la festa che era in programma da sabato 6 maggio. Uno di loro si è accorto della fuga di gas e ha dato l'allarme, evitando una tragedia.


Il sito web parrocchiasangiovanniallavena.it, racconta la storia della chiesina seicentesca: "La costruzione del piccolo Oratorio del Castellare, fu iniziata nel 1656 dal Pievano Giuliano Bonanni con le elemosine degli abitanti di San Giovanni e inaugurato il 14 Settembre del 1657. Nel 1718 il Pievano Giovan Battista Frullani si interessò di ingrandirlo perché più gente potesse entrare e assistere alla Messa. L’ampliamento avvenne grazie ad un lascito di 25 scudi del Sig. Valerio Batini e per le offerte di altre pie persone. L’Oratorio fu benedetto dall’Arcivescovo di allora nel Maggio del 1723. In quell’occasione il Pievano trasferì nell’Oratorio del Castellare la croce di Enrico di Tedice che si trovava nella cappellina della Madonna del Rosario adiacente alla Pieve. Il signor Valerio Batini donò inoltre una reliquia della S. Croce, dato che la piccola Chiesa era dedicata alla S. Croce e alle anime del Purgatorio. Nella notte tra il 20 e il 21 Giugno del 1931 ci fu un tentativo di furto dell’ antico Crocifisso. Preso in custodia dalla Sovrintendenza per il restauro, del Crocifisso si persero le tracce. Intanto, durante l’ultima guerra, la sommità del Castellare era stata presa di mira dall’artiglieria pesante americana. Il 14 Luglio del 1944 un forte cannoneggiamento americano centrò del materiale esplosivo che i tedeschi avevano trasportato sulla sommità del monte, usato da loro come punto di osservazione. Il tetto non esisteva più, le pareti schiantate in più punti, l’altare ridotto in macerie.Terminata la guerra, l’Oratorio fu ricostruito tra il 20 Aprile e il 1 maggio del 1949 con l’aiuto della popolazione che portò in Castellare, a spalle, mattoni, sabbia, acqua e calcina. Fu in questa occasione che il Pievano fece portare in Castellare l’altare di pietra e l’alzata di legno con il quadro raffigurante l’Ultima Cena che si trovava nella Compagnia del Santissimo Sacramento. Dopo lunghe ricerche, il Crocifisso fu ritrovato, restaurato e, questa volta, messo sopra l’altare maggiore della Pieve.Nel Maggio del 2015 il quadro dell’Ultima Cena è stato sostituito con una copia del Crocifisso di Tedice dipinta dal nostro compaesano Stefano Ghezzani".

Sulla porta d'ingresso della chiesa una frase accoglieva i pellegrini: "Mentre calpesti la pietra, o cuore, quella pietra ti trascini".



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