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venerdì 13 dicembre 2019

Attualità sabato 29 luglio 2017 ore 08:00

Caso migranti, Amore fa chiarezza

Elena Amore e Francesca Brogi

Sulla situazione al Brichotel ma soprattutto sul sistema di accoglienza italiano è intervenuta l'assessora all'integrazione del Comune ponsacchino



PONSACCO — L'assessora all'integrazione del Comune di Ponsacco, Elena Amore, nominata dalla giunta guidata da Francesca Brogi a febbraio scorso, è intervenuta per fare "chiarezza sull’accoglienza dei migranti sul nostro territorio".

"La gestione dei migranti - ha esordito Amore - è un compito interamente svolto dalle Prefetture italiane attraverso un coordinamento con il Ministero dell’Interno e l’individuazione di soggetti privati a cui affidare il servizio di accoglienza".

Le parole di Amore sono arrivate dopo giorni difficili, con il crescente malcontento della popolazione per la situazione del Brichotel, dove sono ospitati 48 richiedenti asilo, inviati dalla prefettura pisana all'inizio di luglio, all'insaputa della sindaca Brogi che dichiarò di aver saputo dell'arrivo delle 48 persone dai social network. Al Brichotel e alla struttura della Tinaia i richiedenti asilo hanno protestato per la scarsa qualità del cibo e per il mancato rispetto di alcune regole da parte dei responsabili della struttura, come il fatto di tenere conto delle diverse culture e religioni per la preparazione dei pasti. Dopo due proteste e l'incontro col prefetto Visconti e il questore Francini i richiedenti hanno ottenuto maggiori garanzie sulla futura qualità del cibo.

"La Prefettura - ha ripreso Amore - emana ogni anno un bando pubblico per l'individuazione di strutture idonee ad accogliere cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Al bando possono partecipare imprese, cooperative, consorzi presentando un’offerta tecnica ed economica che assicuri servizi di vitto e alloggio, assistenza legale e sanitaria, integrazione anche attraverso percorsi di volontariato e lavori di pubblica utilità. Le offerte sono vagliate dalla Prefettura che stila infine una graduatoria di gestori idonei e attraverso una convenzione affida loro il servizio".

"I fondi stanziati per l’accoglienza in Italia - ha chiarito l'assessora - provengono direttamente dal Ministero dell’Interno che a sua volta li riceve dall’Unione Europea. I gestori che si aggiudicano l’idoneità del bando ricevono circa 35 euro al giorno per migrante al fine di erogare il servizio. I singoli Comuni non erogano risorse economiche per il servizio di accoglienza e non possono impedire il trasferimento dei migranti presso strutture private considerate idonee dalla Prefettura. Del resto ad ogni Comune d’Italia è stata attribuita dall’Anci una quota di persone proporzionale al numero di abitanti, proprio al fine di garantire che ogni territorio faccia la propria parte nel sistema di accoglienza".

L'assessora ha parlato della situazione delle due strutture, quella di Ponsacco e quella della Tinaia, a Cascina: "I gestori - ha detto Amore - sono chiamati a garantire il servizio per cui hanno partecipato alla gare della Prefettura. Le recenti proteste che si sono verificate nell’ultima struttura aperta al Brichotel di Ponsacco così come alla Tinaia di Cascina e in altri centri italiani vedono i migranti chiedere condizioni igieniche migliori, acqua calda, pasti dignitosi e l'assistenza medica. Niente di più di ciò che prevede la convenzione e che crediamo sia necessario garantire per non calpestare i più elementari diritti umani. Riteniamo che le risorse economiche messe a disposizione del gestore siano più che sufficienti a garantire tutto questo, salvo non si voglia lucrare sulle spalle dei migranti. L'assistenza non può e non deve in nessun modo trasformarsi in business, perché questo produrrebbe conflitti sociali con enormi disagi per tutti, compresi i cittadini di Ponsacco".

Amore ha sottolineato che "i problemi che sono emersi con molta probabilità non si sarebbero presentati se si fosse adottato il modello dell'accoglienza diffusa in piccoli nuclei, quella indicata dalla Regione Toscana e adottata a Ponsacco con i primi 27 profughi che sono stati assegnati alla nostra comunità dal 2015 ad oggi".

L'assessora ha poi specificato il comportamento che terrà il Comune di Ponsacco: "È per i motivi sopra elencati che ci impegneremo a monitorare la situazione al Brichotel come supporto alla task force della Prefettura, organo responsabile a vigilare sul rispetto della convenzione. Qualora dovessero emergere episodi di mancato rispetto delle regole e degli accordi, ci muoveremo affinché la Prefettura possa prendere i dovuti provvedimenti fino, se necessario, alla sospensione del servizio nei confronti del gestore. In generale ci impegneremo affinché quell'edificio non si trasformi in ghetto e si realizzi una piena convivenza pacifica tra gli ospiti della struttura e i cittadini di Ponsacco nel rispetto dei diritti e dei doveri reciproci. Dal confronto fatto con il gestore, il Prefetto e i rappresentati dei profughi del Brichotel emergerebbero delle criticità che assolutamente andrebbero risolte. Va da se che qualora la protesta travalicasse su richieste eticamente non sostenibili saremmo i primi a prendere le distanze".

René Pierotti
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