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Cronaca martedì 25 luglio 2017 ore 19:00

I migranti hanno incontrato prefetto e questore

I richiedenti asilo del Brichotel durante la prima protesta di una decina di giorni fa

Dopo le proteste alla Tinaia e al Brichotel. L'impegno è di fornire cibi di miglior qualità. Nei giorni scorsi qualche ospite si è sentito male



PISA — Rientrata la protesta alla Tinaia e al Brichotel. La situazione è tornata calma in tutti e due i centri di accoglienza, gestiti dallo stesso proprietario.

A spiegare i fatti è stata Cinzia Della Porta di Usb, presente all'incontro che si è tenuto oggi a Pisa con il prefetto Attilio Visconti e il questore Alberto Francini.

“Dopo le proteste alla Tinaia e al Brichotel la situazione è tornata alla calma con l'impegno di fornire cibi di miglior qualità e più variegati – ha chiarito Della Porta – nei giorni scorsi qualche richiedente asilo si è sentito male, alcuni perché non mangiavano, altri per la scarsa qualità del cibo”.

Nei due centri, Tinaia e Ponsacco, sono ospitati rispettivamente 81 e 48 richiedenti asilo, ovvero persone che fuggono da nazioni in cui sono in pericolo di vita. Sono tutti provenienti dall'Africa, anche se di nazionalità diverse.

“Alla Tinaia, a differenza del Brichotel a Ponsacco, c'erano anche criticità igieniche e di potabilità dell'acqua, oltre alla scarsa qualità del cibo. Le due strutture sono gestite dal solito proprietario, Cesare Merciai”.

Le criticità erano già state sollevate con alcune proteste, sia alla Tinaia che al Brichotel: “Oggi c'è stato questo nuovo incontro col prefetto, per riportare la situazione alla calma. Visconti e anche il questore Francini sono stati molto gentili e disponibili”.

Alla riunione, avvenuta in prefettura, hanno partecipato il responsabile delle strutture Merciai, i sindacalisti di Usb e due delegazioni di migranti, una della Tinaia e una del Brichotel.

“Abbiamo messo sul tavolo le richieste – ha spiegato ancora Della Porta – la soluzione è che verranno affrontate con una redifinizione dei menù. La richiesta dei migranti era di cucinare direttamente loro, ma è possibile solo nei centri più piccoli. Tuttavia la convenzione prevede che si tenga conto delle esigenze delle varie persone, esigenze sia religiose che culturali”.

“Dei numerosi centri che ci sono in Provincia di Pisa, questi sono gli unici due in cui si sono verificati problemi. E' chiaro che non è una protesta effimera, si tratta di cibo, un bisogno primario. Questi ragazzi hanno passato l'inferno per arrivare qui. Sono tutti richiedenti asilo, gente che fugge da posti in cui rischiano la vita”. Nei centri di accoglienza come Tinaia e Brichotel vengono infatti ospitate solo persone che hanno fatto richiesta di asilo politico.



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Permessi di soggiorno per i migranti, l'escamotage dell'orientamento sessuale

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