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Cronaca lunedì 27 settembre 2021 ore 16:47

E' scomparso il professor Luigi Giuntini

La targa consegnata dal sindaco per i 100 anni

Figura importantissima per la memoria storica, era stato docente in varie scuole della Valdera. Aveva da poco compiuto 100 anni



PONSACCO — E' morto il professor Luigi Giuntini. Aveva da poco compiuto 100 anni ed era una figura notissima in tutta la Valdera.

Era stato docente di italiano nelle scuole superiori del territorio e, dopo la pensione, si era dedicato all'insegnamento all'Università della Terza Età di Ponsacco.

La sua memoria storica era fondamentale. In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, Luigi Giuntini fu tra quei militari che si rifiutarono di continuare a combattere per il regime nazifascista subendo così la deportazione in Germania e l’internamento nei campi di lavoro. 

Qui, vessato dai nazisti, trovò comunque la forza di documentare tutto attraverso un lungo diario che è oggi una straordinaria testimonianza storica nell’ambito di quella che fu la Resistenza contro il regime.

La sindaca Francesca Brogi ha espresso il proprio cordoglio:

"A nome dell’intera Amministrazione Comunale di Ponsacco esprimo le mie più sincere condoglianze per la scomparsa del carissimo Professor Giuntini", ha scritto Brogi.

"Persona riservata, gentile e colta, il Professor Giuntini era per Ponsacco un vero Tesoro vivente. Rappresentava infatti il custode di una memoria storica che ha saputo tramandare alle successive generazioni, raccontando loro, attraverso la propria vicenda personale, i valori che hanno permesso di costruire una società libera e democratica.

Fu infatti protagonista delle tragiche vicende della Seconda Guerra Mondiale, prima come aviere e poi come prigioniero di lager nazisti per ben venti mesi.

Proprio durante la prigionia, trovò la forza di scrivere e raccontare quel vissuto, le brutalità della guerra e dei campi di lavoro.

Un vissuto personale che è divenuto memoria storica da tutelare e foriera di molteplici insegnamenti.

Il Professor Giuntini non si è mai risparmiato, facendo dono di se agli altri: dal racconto della propria vita, alla trasmissione dei suoi studi e del suo sapere attraverso il proprio mestiere di insegnante che ha sempre amato profondamente. Una professione che ha continuato ad esercitare anche in vecchiaia con i suoi corsi tenuti all’Università della Terza Età. Come amministrazione insieme al Consiglio Regionale della Toscana e all’associazione Giorgio La Pira avevamo deciso di pubblicare il diario di prigionia. Un impegno che mi ero assunta personalmente con il Professore e che a breve vedrà la sua realizzazione. Mi dispiace soltanto non essere riusciti a farlo in tempo perché lui potesse assistervi.

La sua scomparsa sarà per noi un’ulteriore sprone a tenere viva la memoria di ciò che lui ci ha raccontato con tanta lucidità, nell’impegno di costruire una società sempre più giusta."

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