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Attualità venerdì 23 ottobre 2020 ore 15:37

"Le parole del Papa danno dignità alle persone"

Don Armando Zappolini
Don Armando Zappolini

Lo ha detto don Armando Zappolini, che si trova in casa, in attesa dell'esito del tampone: "Sto bene, ma penso di essere positivo al coronavirus"



PONSACCO — “Sto bene, non ho febbre" ha risposto Don Armando Zappolini quando lo abbiamo chiamato stamani mattina al telefono, ed ha aggiunto: "Penso comunque di essere positivo al covid 19, ma devo aspettare la risposta ufficiale sull’esito del tampone effettuato dalla Asl”.

Don Zap si trova in quarantena per precauzione e per lo stesso motivo ha deciso di fare il test. Non è stato a contatto con nessuna persona positiva al coronavirus (come scritto precedentemente per errore, ndr).

Don Armando intanto resta a casa, ma ci ha parlato volentieri di ciò che pensa in merito alle dichiarazioni di Papa Francesco sulle unioni civili per coppie gay: “E’ una dichiarazione, quella di Papa Francesco, che non tocca il valore religioso del sacramento, ma solo la dignità delle persone – dice Armando – e che io condivido in pieno”.

“Perché mai – dice ancora Armando – alcune persone come gli omosessuali dovrebbero pagare per una colpa che non hanno commesso? Se sono nati con un orientamento sessuale che non corrisponde ai canoni che la Chiesa cattolica indica in riferimento al matrimonio religioso, non è detto che non si debba dare loro la dignità morale e i diritti legali e civili a cui ogni persona ha pienamente diritto. Stiano tranquilli i cattolici tradizionali – continua Don Armando – perché nelle parole de Papa non c’è nessun attacco ai sacramenti”.

Secondo Don Zap, quindi non c’è nessun attacco ai canoni della dottrina cattolica, il Papa non ha parlato di sacramenti ma di diritti civili, e le polemiche che vengono fatte distorcendo le sue dichiarazioni vogliono solo essere un attacco alla Sua persona.

La battaglia per i diritti degli omosessuali – continua Armando – è sorella delle battaglie che anni fa sono state fatte per i diritti dei bambini e delle donne, e che stiamo facendo per i bambini stranieri nati in Italia. La Chiesa deve accogliere a braccia aperte tutte quelle persone che vivono con dolore e con sofferenza le loro diversità e pregare per loro”.

Don Armando dice di sentirsi molto vicino a tutti coloro che vivono i loro sentimenti con difficoltà e conclude chiedendo di scrivere testualmente queste parole: “Mi rivolgo a coloro che nella Chiesa pensano ancora che l’omosessualità sia una malattia, forse sono loro i veri malati. Sarà opportuno che prendano in considerazione la necessità di farsi curare”.

Marcella Bitozzi
© Riproduzione riservata



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