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martedì 22 ottobre 2019

Attualità lunedì 18 febbraio 2019 ore 09:20

Via Rospicciano, controreplica della Lega

Il partito leghista ponsacchino ha risposto al Partito democratico indicando quelle che per loro sono "tre verità inoppugnabili"



PONSACCO — Tramite il coordinatore comunale della Lega di Ponsacco, Pericle Tecce, è pervenuto un nuovo comunicato di replica riguardo all'ultimo scambio tra Pd e Lega, con argomento via Rospicciano.

"Alle accusa di aver detto bugie sull’ordinanza antidegrado della Sindaca Brogi, la Lega Ponsacco non ci sta e replica puntualmente ai rilievi mossi dal PD con 3 verità inoppugnabili.
Prima verità
Se è vero che “col pignoramento il debitore è costituito custode dei beni pignorati e di tutti gli accessori, compresi le pertinenze e i frutti, senza diritto a compenso...” che “…su istanza del creditore pignorante o di un creditore intervenuto, il giudice dell'esecuzione, sentito il debitore, può nominare custode una persona diversa dallo stesso debitore..” e che “…I giudice provvede a nominare una persona diversa quando l'immobile non sia occupato dal debitore… (Art. 559 c.p.c. Custodia dei beni pignorati) allora è anche vero che un referente a ricevere l’ordine sindacale era presente sin dal momento del pignoramento come prevede la legge.
Per cui, se nel febbraio 2017 era in corso il procedimento esecutivo (come ammette il PD) esisteva anche un custode al quale rivolgere l’ordinanza, o nella persona del debitore o di un suo sostituto quale l’IVG o chi per esso).
Seconda verità
L’amministrazione, nell’ordinanza in questione, non ha indicato al destinatario il termine per adempiere; il fatto che il PD affermi che i destinatari abbiano “alcuni giorni” per adempiere è indicativo di tale grave omissione; c’è comunque un dato di fatto incontrovertibile, ad oggi gli accessi al seminterrato sono aperti ed i pericoli che cela non sono stati rimossi.
Terza verità
Nel febbraio 2017 il destinatario dell’ordinanza, come detto, esisteva e se la Sindaca avesse emesso l’ordinanza all’epoca ad oggi la situazione di degrado non sussisterebbe, o perché l’obbligato aveva provveduto a rimuoverla o perché, in caso di sua inerzia, lo avrebbe fatto il Comune, a spese del primo, esercitando i poteri sostitutivi. Assolutamente inconsistenti sono le argomentazioni portate dal PD sul punto - vedi l’inopportunità di spendere soldi pubblici per ovviare alle irregolarità presenti nel seminterrato - in quanto a fronte di una situazione di pericolo di questo genere (ricordiamo che stiamo parlando di rifiuti combustibili la cui pericolosità è indiscutibile) si doveva intervenire anche, semplicemente, transennando le rampe di accesso/uscita del seminterrato, a costo zero.

Non sono pertanto accettabili accuse di falsità da chi cerca di far leva sulla non facile comprensione di certi istituti giuridici per raccontare una verità di comodo tesa a celare anni di incapacità nella gestione del fenomeno".



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