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venerdì 23 agosto 2019

Attualità sabato 14 maggio 2016 ore 08:00

A lezione di linguistica fra social e "petalosità"

Cecilia Robustelli insieme ai liceali

Gli studenti del liceo classico di Pontedera hanno partecipato a un incontro sull'evoluzione della lingua italiana con l'esperta Cecilia Robustelli



PONTEDERA — I linguaggio dei social, l'abuso dell'inglese, le declinazioni femminili, ma anche il perché del termine petaloso e la storia della lingua italiana. Sono stati questi gli interessanti argomenti con i quali Cecilia Robustelli, glottologa e linguista italiana, ha appassionato nella mattinata di venerdì i ragazzi delle classi quarte del liceo classico.

Docente di linguistica all'Università di Modena e Reggio Emilia, Robustelli è tornata per una mattina alle sue origini, al liceo XXV Aprile di Pontedera dove ha studiato, per tenere una particolare lezione ai giovani studenti. 

"Sono stati affrontati in un ampio dibattito i temi che animano la discussione intorno all’italiano contemporaneo - ha raccontato Matteo Rocchi della quarta A -, ad esempio, i social network con il loro linguaggio semplice e immediato, spesso non attento alle regole grammaticali, è deleterio o fonte di arricchimento per la nostra meravigliosa lingua? Le parole inglesi e non solo, delle quali i nostri discorsi si sono arricchiti negli ultimi anni, come e quando devono essere usati? Ne facciamo un uso o un abuso? Le pari opportunità hanno bisogno anche di corrette declinazioni al femminile per i ruoli pubblici ed istituzionali? Accanto ai temi portanti dell’incontro la partecipazione degli studenti ha fatto sì che si affrontassero anche altre tematiche. La linguista - ha aggiunto Matteo - ha spiegato perché l’Accademia della Crusca, con cui la Robustelli stessa collabora, ha affermato che l’aggettivo di “nuova invenzione” petaloso è corretto formalmente e dunque non si può escludere un futuro ingresso nei dizionari italiani, ma solo se negli anni il termine avrà assunto dignità letteraria con l’uso accertato nei testi. L’incontro, durato solo due ore ma denso di contenuti, è terminato con una digressione approfondita nella storia della lingua italiana e nel suo sviluppo".



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