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Attualità mercoledì 27 aprile 2016 ore 17:15

"Abbiamo utilizzato i linguaggi del nostro tempo"

Il sindaco Millozzi risponde al nostro articolo “70 anni di Vespa. Sono brillate le assenze” e difende le scelte dell'amministrazione



PONTEDERA — Ecco il testo della nota inviata dal sindaco di Pontedera

"I resoconti, a mente fredda, dopo la concitazione e l'affanno della fase preparatoria e di quella esecutiva di ogni evento importante, servono sempre. Anche il cono visuale utilizzato da Saverio Livio Tarquinio in “70 anni di Vespa. Sono brillate le assenze”, che non condivido sotto moltissimi aspetti, mi fornisce una occasione utile per tratteggiare lo spirito e l'idea che ha accompagnato l'attività del Comune di Pontedera, e con esso di tutti i soggetti che hanno partecipato, alla predisposizione delle iniziative per il 70^ anniversario della Vespa.
Inizio dalla fine: le presenze.
Quella, netta e chiara, del lavoro, dei lavoratori, del loro ruolo nella costruzione del mito Vespa, della storia e del rapporto tra la città e la Piaggio.
L'altra, la più difficile, quella del futuro dello stabilimento Piaggio a Pontedera.
Per quanto riguarda la prima presenza, all'autore dell'articolo citato, così come ad altre voci che si sono levate su questo tema, mi preme ricordare quello che è stato il preambolo ideale ed il presupposto logico di tutto il resto: con il documentario “Tempi di lavoro: gli uomini che fabbricarono la Vespa”, proiettato il 16 ed il 24 Aprile, si è voluto dare dignità e voce diretta agli operai che fabbricarono la Vespa, alle loro lotte, allo sciopero del 1951, allo “Scioperone” del 1962, alla rivista “Il Piaggista” , alla “Marcia del Lavoro Pontedera-Pisa del 1962”. Nelle occasioni pubbliche in cui il sottoscritto e tutti gli amministratori a cui hanno preso parte in questi 4 giorni di festa non è mai mancato, una sola volta, il richiamo al fatto più importante di tutti: in primo luogo che la Vespa è divenuta un mito mondiale in ragione della qualità, della fatica, del sacrificio e della dignità lavoratori della Piaggio. In secondo luogo il fatto che il connubio tra la Vespa e Pontedera è stato reso possibile negli anni, grazie all'impegno ostinato di Sindaci, sindacati, lavoratori, cittadini in un legame solidaristico che ha legato l'intera nostra comunità durante le battaglie che hanno accompagnato la sua crescita.
Chi avesse avuto voglia di sfogliare il programma avrebbe pure letto che nelle successive settimane è in programma un tavolo di confronto politico-economico promosso dal Comune di concerto con le rappresentanze sindacali, i rappresentanti attuali e passati delle istituzioni locali, gli altri attori del territorio. Un'altra occasione importante per discutere del lavoro e delle sue prospettive.
In riferimento alla seconda presenza, il ragionamento sul futuro, non posso tacere di due questioni.
La prima. Abbiamo deciso di coinvolgere nelle celebrazioni il tessuto commerciale della città per creare azioni condivise e legate all'afflusso di moltissimi appassionati provenienti da molte parti di Italia ed Europa. Pontedera non è solo una vetrina ma è anche una vetrina capace di attrarre flussi e presenze in occasione degli eventi che riesce ad organizzare. La scelta poi di inserire in programma alcune rilevanti iniziative musicali significava, a prescindere dal maltempo che poi ha vanificato lo svolgimento dei concerti, coniugare le caratteristiche mediatiche della festeggiata, la Vespa, con il linguaggio dei più e meno giovani per il tramite della musica che è per definizione uno dei modi per comunicare ed aggregare interessi, passioni, persone. Avvicinare, in altre parole, anche le nuove generazioni alla storia ed alle storie di quelle decine migliaia di persone a cui il mito della Vespa deve tutto. Non si è trattato dunque di marginalizzare quegli uomini e quelle donne che hanno dato corpo e vita ad una idea rivoluzionaria su due ruote, ma al contrario, valorizzarne l'importanza, a Pontedera dove essa è nata, con i mezzi ed i linguaggi che richiede il nostro tempo.
La seconda la affido ad una considerazione che rischia di esser sepolta dal faldone delle cose scontate: il fatto che il Presidente del Consiglio sia venuto a Pontedera negli stabilimenti della Piaggio elogiando, tra le altre cose, il sistema di innovazione e trasferimento tecnologico che vi abbiamo costruito intorno non può passare sotto traccia; in quella stessa sede e nel medesimo tempo il Presidente Colaninno ha affermato pubblicamente, con contenuti e toni perentori che mai avevo registrato prima, la centralità dello stabilimento di Pontedera nelle strategie complessive del Gruppo Piaggio.
Ebbene io credo che al netto dell'oggettivo ridimensionamento della produzione Piaggio nello stabilimento di Pontedera avvenuto negli ultimi 30 anni, con la relativa e progressiva riduzione di posti di lavoro, chi governa questa città oggi debba curarsi e preoccuparsi di una questione esiziale: il mantenimento di un ruolo strategico dell'insediamento di Pontedera dentro il quadro delle azioni che Piaggio intende porre in essere nel breve, medio e lungo periodo.
Nel pieno di una crisi economica senza precedenti, la Piaggio, che nel frattempo è diventata una multinazionale costretta a confrontarsi con la concorrenza globale, per bocca della sua massima carica, dinnanzi al Presidente del Consiglio, ha rassicurato che la sua presenza a Pontedera è e rimarrà fondamentale. Che la Piaggio resterà a Pontedera con la testa e una parte del corpo è una dichiarazione importante nel giorno del 70^ compleanno della Vespa.
Ecco io credo che questo aspetto sia sfuggito ad alcuni commentatori e senz'altro a Saverio Livio Tarquinio. Si tratta, a mio avviso del risvolto più importante che questi giorni di festeggiamenti hanno portato all'idea di futuro del complessivo tessuto industriale e socioeconomico di Pontedera.
Certamente non si tratta di una dichiarazione salvifica che risolve tutti i problemi sul tavolo ma, indubbiamente, un punto di ripartenza significativo del lavoro da farsi.
Su questo obiettivo continuerò, come sempre d'intesa con le organizzazioni sindacali, a lavorare con la consueta attentissima dedizione.
Penso, concludendo, che questo 70^ anniversario della Vespa, con il suo carico di iniziative ed eventi che, lo ricordo, si protrarranno lungo l'intero anno, è stato pensato, costruito e guidato dalla stessa stella polare: solo il lavoro garantisce la libertà e lo sviluppo di una comunità.

Simone Millozzi

Sindaco di Pontedera



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