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giovedì 15 novembre 2018

Imprese & Professioni mercoledì 12 settembre 2018 ore 10:44

Al Lotti manca il sangue zero

Appello alla popolazione per donare il sangue zero, quello più comune e compatibile con gli altri.



PONTEDERA — In campo medico, la tecnologia sta davvero facendo passi da gigante. Nella nostra Toscana ad esempio, a Pisa per l'esattezza, c'è l'unico centro in Italia ad avere un potentissimo laser capace di fare diagnosi precoci anche per il cancro e più in generale, attrezzature come quelle di www.lasit.it stanno aiutando il personale ospedaliero in tantissimi modi diversi.

Per quanto però l'evoluzione tecnologia continui senza sosta, in talune circostanze gli esseri umani sono ancora indispensabili così come il loro cuore in senso figurato ed il loro sangue, stavolta letteralmente parlando. Negli ultimi giorni dall'Ospedale Felice Lotti di Pontedera, arriva il grido di allarme in fatto di carenza di scorte per il sangue di tipo zero, problema comune in altre strutture ospedaliere regionali.

Il sangue zero è il più importante di tutti visto che è compatibile con tutti gli altri e quindi chi lo possiede viene considerato un donatore "universale". Lo ricorda nel suo appello alla popolazione il dottor Fabrizio Niglio, direttore del centro trasfusionale della struttura ospedaliera di Pontedera sottolineando come in Italia, quasi la metà dell'intera popolazione, il 46% per l'esattezza, possiede questo tipo di sangue.

Le ragioni di queste carenze sono da ricercare anche nel periodo vacanziero di agosto. Per quanto il mondo sia cambiato e non tutti prendano più le ferie assieme, sicuramente l'ottavo mese dell'anno risulta ancora il più utilizzato da lavoratori e non per andare in vacanza e dunque le donazioni di sangue strutturalmente subiscono un drastico calo.

Niglio comunque ci tiene a precisare che attualmente la situazione a Pontedera non è ancora tragica per fortuna ma che a lungo andare se non ci sarà un cambio di passo nel sangue donato, la situazione potrebbe diventare davvero difficile da gestire. Nel primo sabato di settembre comunque si sono presentato 50 donatori di cui 8 che effettuavano il loro primo prelievo. Un buon segnale indubbiamente.



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