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giovedì 20 settembre 2018

Attualità venerdì 14 settembre 2018 ore 10:30

Associazione senegalese trasloca e scoppia il caso

Mamadou Diop

Il presidente della Comunità Senegalese e segretario generale Casto Mamadou Diop: "Non meritiamo attacchi continui". Organizzata una raccolta firme



PONTEDERA — L'episodio alla stazione a fine agosto, gli attacchi dell'esponente del centrodestra Matteo Arcenni, i frequenti fatti di cronaca e - ultimo, ma solo per ordine temporale - la tensione scaturita in seguito all'apertura della sede di un'associazione senegalese nel palazzo Rota. 

Da questi punti partono alcune dichiarazioni che il presidente della Comunità Senegalese di Pontedera e segretario generale del Coordinamento delle Associazioni Senegalesi Toscana Mamadou Diop ha voluto divulgare attraverso QuiNewsValdera: "La comunità senegalese di Pontedera è una comunità che merita considerazione, non continui attacchi. Alcuni esponenti politici sono sempre a rimarcare gli aspetti negativi, gli episodi di criminalità, senza mai considerare che gran parte dei senegalesi lavora alla Piaggio, ripulisce le strade della città o da qui si sposta per lavorare nelle concerie del Cuoio. Gran parte di quelli che fanno confusione e commettono illegalità non risiedono nemmeno a Pontedera. I senegalesi in questa città ci sono da anni, molti hanno il passaporto, i documenti, pagano le tasse e qui fanno studiare e crescere i loro figli. La sicurezza in città interessa anche a noi".

La scorsa settimana, in pieno quartiere stazione si è trasferita l'associazione senegalese Ahmadou Bamba. L'associazione esiste dal 2004, fino al 2014 ha avuto sede in via Pascoli, poi si spostò in un fondo lungo via delle Colline e ora, da alcuni giorni, ha trovato uno spazio al Palazzo Rota. Un trasferimento che pare non abbia fatto piacere ad alcuni cittadini che hanno inviato qualche rimostranza in Comune, mentre l'esponente di centrodestra Arcenni - secondo quanto ci ha raccontato il presidente della comunità  senegalese - avrebbe avviato addirittura una raccolta firme per opporsi. "Non capisco perché questo trasferimento - ha commentato Diop - abbia scatenato così tanti malumori. L'associazione è attiva a Pontedera dal 2004, cercavamo un nuovo spazio per la sede ed è un caso che lo abbiamo trovato nella zona della stazione. Abbiamo un regolare contratto di affitto registrato e l'associazione utilizza questo locale per organizzare incontri culturali, eventi ricreativi. Non è una moschea come qualcuno ha additato, tant'è che di solito le riunioni si tengono non di venerdì - giorno di preghiera -, ma il sabato pomeriggio quando tutti siamo più liberi con il lavoro".

Diop ha invitato gli stessi cittadini e anche le forze dell'ordine, se necessario, a verificare quanto detto: "Non abbiamo nulla da nascondere, siamo una comunità trasparente, aperta e impegnata da anni all'interno della società, insieme al Comune con il quale sosteniamo progetti anche per contrastare l'immigrazione clandestina dall'Africa. Non facciamo niente di male e siamo pronti a difendere le nostre libertà".



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