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Attualità Martedì 14 Aprile 2026 ore 06:30

Celestini e il suo viaggio poetico tra gli emarginati

Ascanio Celestini

Al Teatro Era l'artista porta in scena "La Trilogia dei Poveri Cristi", composta da "Laika", "Pueblo" e "Rumba". Su il sipario per tre serate



PONTEDERA — Prima "Laika", poi "Pueblo" e infine "Rumba". Al Teatro Era, dal 17 al 19 Aprile, sempre alle 21, Ascanio Celestini porta in scena "La Trilogia dei Poveri Cristi". 

Con questi tre spettacoli, Celestini mette in scena un trittico che racconta l’umanità più dolente, componendo una trilogia intensa e poetica sugli emarginati del nostro tempo: anime dimenticate, vite fragili e storie che si accendono nei non-luoghi delle periferie. Il parcheggio di un supermercato diventa palcoscenico universale, dove Dio, una prostituta, un barbone o un facchino africano incarnano un’umanità sofferente e luminosa, che l'artista riesce a far brillare nell’ombra, con voce profonda e ironica, scomoda e necessaria.

Si parte con "Laika" dove Ascanio Celestini descrive, in maniera grottesca e ironica, un povero cristo che vive in un appartamento di qualche periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. In "Pueblo" c'è invece Violetta, sul seggiolino della sua cassa e i clienti depositano salami e formaggi, pasta olio burro e pizze surgelate, tranci di pesce africano e bistecche di montone americano, litri di alcol in confezioni di tutti i generi, vetro, plastica, tetrapak, alluminio. Chiude il viaggio "Rumba" dove il protagonista è un uomo contro corrente che, pur essendo ricco, scelse non solo di essere povero, ma di farsi servo dei poveri. Un cavaliere che non volle più fare la guerra e che, da frate, in tempo di crociate, si recò in Terra Santa predicando la pace e la fratellanza. Francesco che affascina ancora dopo otto secoli.

Sul palco Ascanio Celestini che racconta e Gianluca Casadei che suona.


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