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lunedì 17 dicembre 2018

Attualità mercoledì 17 ottobre 2018 ore 16:50

Chi è il prof ponsacchino che racconterà Gronchi

Si chiama Federico Mazzei, ha 35 anni ed è docente di storia contemporanea all'Università di Bergamo. Parlerà per 25 minuti di fronte a Mattarella



PONTEDERA — Federico Mazzei si dice "emozionato, data anche l'importanza dell'evento, ma non farò altro che il mio lavoro", essendo docente di storia contemporanea all'Università di Bergamo. Domani racconterà la figura del Presidente della Repubblica pontederese Giovanni Gronchi al teatro Era di fronte all'attuale Presidente Sergio Mattarella e a numerose autorità

Nato e cresciuto a Ponsacco, Mazzei si è laureato nel 2008 in scienze politiche a Firenze con una tesi su De Gasperi. E' dunque uno storico e conosce bene la Dc del secondo dopoguerra. Successivamente si è avvicinato anche alla figura di Gronchi entrando a far parte del comitato scientifico del Centro studi pontederese, fondato da Gianfranco Merli e ora diretto da Paolo Morelli, curando con Antonio Varsori il volume Giovanni Gronchi e la politica estera italiana (1955-1962).

E' stato proprio Morelli a fare il nome di Mazzei per il ricordo di Gronchi in occasione della visita di Matterella, a quarant'anni dalla morte del Presidente pontederese.

"La mia sarà una relazione di carattere storico - ci anticipa Mazzei - sulla parabola politica di Gronchi, dal periodo pisano al Partito Popolare di Sturzo, dalla Dc del secondo dopoguerra alla Presidenza della Repubblica".

Per descrivere il Gronchi politico e la sua importanza in poche parole, Mazzei ci dice che "apparteneva alla sinistra democristiana ma un po' a modo suo, tanto che le nuove generazioni non lo capivano". "Fu eletto nel '55 dopo la morte di De Gasperi - aggiunge il docente ponsacchino - con i voti di tutti i partiti e la sua visione politica per la distensione lo portò in Italia a lavorare per un governo con Dc e socialisti, all'estero per un dialogo con l'Unione Sovietica che vedesse l'Italia protagonista".

"La sua visione risultò alla fine vincente - conclude Mazzei - ma non quando era Presidente della Repubblica, motivo per cui è stato forse un po' dimenticato: in particolare, nel 1960 fu duramente contestato per la formazione di un governo con i voti del Movimento sociale, nonostante lui guardasse sempre ai socialisti, e in pratica si fece da parte e fu messo da parte". 

"Da ricordare di Gronchi, dunque - conclude il docente -, la coerenza di fondo durante tutta la sua parabola politica, questo l'aspetto principale che sottolineerò domani".



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