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giovedì 17 ottobre 2019

Attualità domenica 26 maggio 2019 ore 09:00

​Chi vincerà? Ci sarà il ballottaggio?

Da mesi ci siamo sentiti porre queste domande, ma siamo giornalisti, non maghi. Ed ecco un excursus storico elettorale.



PONTEDERA — Chi vincerà? E ci sarà il ballottaggio? Questa duplice domanda ci è stata posta tante volte  - soprattutto al bar e sul Corso, primo e per fortuna vivace teatro pontederese delle comunicazioni interpersonali - in questo ultimo mese. E la nostra risposta, forse un po' deludente, è stata "faccio il giornalista non il mago". 

Altro capitolo è quello dei sondaggi commissionati a società specializzate dai vari schieramenti ma che non si possono più rivelare ufficialmente. Sondaggi che amici e conoscenti appartenenti a contrapposti schieramenti ci hanno però rivelato a bassa voce come fossero segreti preziosi ma col risultato di differenze anche di dieci punti percentuali in più o in meno. Per la verità, un paio di mesi fa ci permettemmo di farlo noi un sondaggino. Amichevole e tutt'altro che scientifico e corposo perché chiedemmo "chi vincerà e come?" a 50 amici e conoscenti contattati sul Corso e non attivi in politica. All'epoca pubblicammo il risultato che ora non si può ripubblicare. 

Da quando è stato riformato (1993) il sistema elettorale per scegliere i sindaci è stato introdotto anche il ballottaggio, insomma un secondo turno con scontro "testa testa", nel caso che al primo turno nessuno raccolga il 50% più 1 dei voti. Ballottaggio finora mai usato a Pontedera perché i candidati di centrosinistra sono passati tutti al primo turno.
Se non si possono fare previsioni pubbliche, si possono invece fare riferimenti vicini e lontani sulle elezioni e sui sindaci pontederesi ricordando che dal dopoguerra al 1993 erano i partiti a votare il sindaco in consiglio comunale mentre dallo stesso '93 in poi sono i cittadini ad eleggere direttamente il loro primo cittadino.

Ebbene, il sindaco più votato è stato Enrico Rossi  (67,57%) che nel 1995 si presentò con una coalizione formata da 5 liste (una in più di quante ne presenta ora Matteo Franconi): Pds, Centro-sinistra, Popolari, Lega Nord e Lista Civica. Al secondo posto l'avvocato Sergio Giuntoli al 23,05% con la coalizione, Forza Italia, Ccd, Alleanza Nazionale, Udc e Cpa e al terzo il professor Alessandro Frosini (8,25%) con Rifondazione Comunista e Federazione dei Verdi. Sigle e schieramenti che ora appaiono lontani anni luce perché soprattutto in questi ultimi anni la politica è molto cambiata. .

Già da 5 anni non c'è più in consiglio comunale una presenza ispirata al comunismo, ma Rifondazione Comunista si ripresenta anche a queste elezioni, mentre andando indietro col tempo c'è da sottolineare un fatto che molti ignorano: negli anni '50-60 la Democrazia Cristiana è stata a lungo il primo partito anche nella rossa Pontedera ma senza mai avere la maggioranza in consiglio comunale perché Psi e Pci erano e sono stati uniti, sulla base anche di una graduatoria che se vedeva a Pisa un sindaco comunista doveva essere socialista quello di Pontedera, fino al crollo della prima repubblica.  

Mario Mannucci
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