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Attualità Martedì 10 Febbraio 2026 ore 11:49

La Valdera ricorda le vittime delle foibe

Un momento della commemorazione a Pontedera

Iniziative, incontri e bandiere a mezz'asta per il Giorno del Ricordo. La Valdera commemora le vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata



VALDERA — Iniziative, incontri e bandiere a mezz'asta. Nel Giorno del Ricordo, la Valdera commemora le vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

A Pontedera la cerimonia istituzionale si è svolta questa mattina con ritrono in piazza Donna Paola Piaggio, per percorrere un breve tratto di strada fino a via Caduti delle Foibe, dove si è tenuta la deposizione della corona con la preghiera di benedizione affidata a Don Angelo Cuter.

Presenti alla cerimonia i rappresentanti delle delle istituzioni, delle forze dell'ordine e di varie associazioni del territorio. Presenti anche gli studenti dell'istituto Marconi che hanno partecipato con riflessioni e letture. 

"Oggi, nel Giorno del Ricordo - ha detto il presidente del Consiglio comunale Marco Salvadori - la nostra comunità si raccoglie per rendere omaggio alle vittime delle foibe, all’esodo giuliano-dalmata e a tutte le sofferenze che, nel confine orientale d’Italia, segnarono tragicamente gli anni più difficili del Novecento europeo. Ricordare non è soltanto un dovere verso la storia; è un atto di responsabilità verso il presente e il futuro. Significa restituire voce a chi l’ha perduta, dignità a chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra, consapevolezza alle nuove generazioni che spesso conoscono solo in parte quella stagione complessa e dolorosa".

"Le vicende delle popolazioni dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia - ha aggiunto Salvadori-ci parlano di famiglie separate, di identità lacerate, di comunità costrette all’esilio e di vite spezzate dalla violenza e dall’odio ideologico. A lungo queste storie sono rimaste ai margini della memoria pubblica; oggi il nostro impegno civile consiste nel custodirle con rispetto, senza contrapposizioni, nella convinzione che una memoria condivisa sia il fondamento di una convivenza autenticamente democratica. Anche la nostra città, Pontedera, partecipa a questo momento nazionale di riflessione con lo spirito che deve caratterizzare ogni comunità civile: quello della solidarietà, dell’ascolto e della volontà di trasformare il ricordo in educazione alla pace. Il sacrificio di chi ha sofferto ci richiama infatti a un compito preciso: vigilare affinché l’intolleranza, il nazionalismo aggressivo e l’odio etnico non trovino mai più spazio nella storia dell’Europa. Ricordare, dunque, non significa riaprire ferite, ma impedire che l’oblio le renda inutili. Significa affermare con forza che la dignità umana, ovunque e per chiunque, deve essere sempre difesa; che nessuna appartenenza culturale, linguistica o nazionale può diventare motivo di persecuzione; che la libertà e la pace si costruiscono solo riconoscendo il valore della memoria. Allo sconvolgimento e all’empatia per le vittime deve quindi associarsi il tentativo di riflettere costantemente sulle radici e sulle conseguenze di determinati accadimenti. Ricordare quanto accaduto significa resistere ai tentativi di sacralizzazione e banalizzazione delle deportazioni, delle violenze, dei genocidi con cui si prova, da una parte, ad attenuare il peso della barbarie e, dall’altra, a ridurre gli spazi di conoscenza attraverso le semplificazioni. Rifuggire la conoscenza storica degli avvenimenti complessi e atroci del Ventesimo secolo e la loro condivisione, rappresenta indubbiamente un serio ostacolo alla costruzione di comunità consapevoli". 

"Coltivare la memoria - ha concluso il presidente del Consiglio regionale- è attività indispensabile per difendere e rafforzare il valore irrinunciabile della democrazia e per cercare ostinatamente la pace e la collaborazione tra gli Stati e l’amicizia tra i popoli. Nel raccoglierci oggi, rendiamo onore alle vittime e rinnoviamo l’impegno delle istituzioni e della comunità di Pontedera affinché la conoscenza storica, il dialogo e la solidarietà continuino a essere i pilastri della nostra vita democratica.
A tutte le vittime innocenti va il nostro pensiero commosso. Alle loro storie, alla loro memoria, il nostro rispetto. Alla responsabilità che ci consegnano, il nostro impegno".

A Ponsacco oggi il teatro Odeon è stata location di due iniziative: la proiezione del documentario “La Vergarolla” di Iolanda Nardin Micheletti, che ricostruisce una delle pagine più drammatiche della storia del confine orientale, seguito gli interventi di Giampaolo Giannelli, coordinatore della Comunità istriana in Toscana, dell’avvocato Giuseppe Brini, impegnato nella divulgazione della storia dei luoghi e delle comunità coinvolte, e di Guido Giacometti, esule istriano.

A Peccioli l'amministrazione comunale ha esposto a mezz’asta la bandiera italiana e quella europea. "Auspicando per tutti  - si legge sulla pagina Facebook dell'ente- un momento di riflessione rispetto a una dolorosa pagina della storia italiana".

Il Comune di Casciana Terme Lari organizza un incontro di riflessione e memoria dedicato alla tragedia delle foibe e all’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. L'appuntamento è per sabato 21 febbraio, alle 17,30 al Castello di Lari. Sarà, spiega l'ente in un post su Facebook, "Un momento per conoscere, comprendere e ricordare una pagina complessa e dolorosa della storia italiana. Ricordare non significa soltanto conoscere i fatti, ma assumersi la responsabilità di affrontarli con consapevolezza e rispetto"

"Oggi, 10 Febbraio - scrive il comune di Capannoli- ricordiamo le vittime delle foibe e l’esodo forzato di migliaia di italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Uomini, donne, bambini e bambine colpiti da una violenza che ha lasciato ferite profonde nella nostra storia.La memoria è un dovere, ha il compito di dare dignità alle vittime, di riconoscere il dolore e di costruire un futuro fondato sul rispetto e sulla pace. Ricordare significa scegliere di non dimenticare.Comprendere ciò che è accaduto è una responsabilità.La responsabilità di non dimenticare per non ripetere gli stessi errori.

Anche il Comune di Calcinaia "Onora la memoria delle vittime delle foibe e il dramma degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia".

"Ricordare questa pagina dolorosa della nostra storia  - sottolinea l'ente- è un dovere e un impegno educativo: solo attraverso la conoscenza delle ferite del passato possiamo trasmettere alle nuove generazioni i valori della libertà, del rispetto e della dignità umana.Trasformiamo il ricordo in coscienza collettiva, affinché simili tragedie non si ripetano mai più".


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