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Interviste Venerdì 17 Aprile 2026 ore 10:30

Christian Martini e una Bellaria che cresce ancora

Christian Martini, presidente della Bellaria

La polisportiva, che in totale conta circa 1.700 iscritti, è pronta ad ampliare l'offerta, con il sogno di un progetto innovativo: Bellaria School



PONTEDERA — Se non è la società sportiva più famosa di Pontedera, poco ci manca. Senz'altro, è quella che nel corso degli anni ha saputo cambiare e ampliarsi notevolmente, arrivando oggi ad accogliere quotidianamente migliaia di atleti e atlete. Si tratta della Bellaria, che dal 2021 è guidata da Christian Martini, ex calciatore e adesso numero uno di una polisportiva storica della città.

Sei ormai presidente della Bellaria da cinque anni e il tuo mandato è stato rinnovato da poco. Come hai visto cambiare il gruppo sportivo e anche gli stessi impianti di viale Europa? Sta andando tutto come ti immaginavi?

Nella prima elezione uscivamo da un periodo complesso come quello del Covid, che per le associazioni è stato molto complicato tra chiusure e ripartenze. Per noi, che siamo anche gestori di un impianto, non è stato semplice attuare normative e precauzioni. Sotto questo aspetto la collaborazione con l’amministrazione comunale è stata continua. Questo ci ha portato a riflettere e a decidere di ripartire dando forza all’aspetto sportivo e di accoglienza dei bimbi e bimbe nel ritornare a fare attività sportiva.

Gli impianti della Bellaria

Oggi in Bellaria siamo tanti nelle sezioni di basket, calcio, rugby e volley perché i dirigenti e allenatori stanno lavorando bene con attenzione all’aspetto tecnico, psicologico ed educativo. A fianco a queste è cresciuta l'offerta con il wing-tsu, la ginnastica dolce e quella funzionale, il podismo, il multisport e il summer camp, ma anche con le attività della Bellaria Solidarietà e del centro cinofilo. Tutto questo è esploso in maniera positiva, arricchendo il ventaglio di opportunità.

Il secondo mandato ci ha posto l’interrogativo di capire che tipo di associazione siamo. I flussi di presenza sono alti, l’impianto è usato anche da altre associazioni per cui tutta la parte organizzativa è diventata importante e siamo in una fase di riorganizzazione. Avevamo immaginato che sarebbe andata così, anche perché la riforma dello sport ci ha posto difronte a dei cambiamenti organizzativi, economici e di relazione che inevitabilmente ci chiede di adeguarci in maniera costante. Per la parte impiantistica stiamo lavorando con l’amministrazione comunale nel rendere l’impianto adeguato alle nuove normative, visto che la costruzione risale a vent'anni fa per poi poter accedere a bandi che ci permettano di riqualificare l’impianto.

A oggi quanti iscritti ci sono alla Bellaria? Quanto è complicato gestire un flusso di ragazzi, ragazze, genitori e personale così elevato per una società sportiva?

Gli iscritti si dividono tra tesserati federali delle sezioni sportive, attorno ai 1.100 atleti, e una parte di attività motorie e didattiche, circa 600 persone. Questo flusso di persone adulti e bambini ci pone nella condizione di essere organizzati e, nello stesso tempo, di chiedere collaborazione di chi frequenta l’impianto. L’essere un’unica associazione sportiva che mette insieme tutte queste anime e attività da un lato ci rende orgogliosi e unici; dall’altro, come sempre, più grande sei e più responsabilità ci sono.

La Bellaria riceve il titolo di "società storica" del Csi. Da sinistra: Martini, Becattini e Vetturi

Per noi, come polisportiva, dare opportunità e sicurezza alle famiglie che la Bellaria possa essere un’agenzia educativa è diventata una vocazione. Lo stare insieme, condividendo tempi e modalità: questa è una cosa che lo sport può fare ed è l’impegno che il gruppo dirigente della Bellaria, comprese le sezioni e tutte le attività, si è posto.

C'è un progetto che, più di altri, porti avanti con grande passione nel contesto della Bellaria?

Beh, quello che mi rende orgoglioso e che continuiamo a portare avanti è la Bellaria Solidarietà. Coadiuvati dalla Cooperativa Gruppo Paim, facciamo attività sportiva con persone che sono in carico al servizio di Salute mentale o ai Servizi sociali, ma è aperto anche alla cittadinanza. Attraverso lo sport promuoviamo benessere, socialità e interazione. Abbiamo iniziato con Piero Becattini e continuato con Piero Vetturi: sono ormai vent'anni che portiamo avanti questo progetto, importante per promuovere i giusti stili di vita.

C'è invece qualcosa che pensavi di realizzare quando sei diventato presidente e che ancora, per il momento, non è stato possibile fare?

Una cosa che stiamo cercando di organizzare e che ci piacerebbe realizzare è una sezione Bellaria School: l’idea è di dare un sostegno non solo nei compiti, magari prima di cominciare gli allenamenti, ma creare un metodo di studio che possa essere di sostegno ai nostri atleti e atlete.

Il palazzetto della Bellaria

Quali sono i programmi per il futuro? C'è intenzione di intervenire sugli impianti o di ampliare ulteriormente l'offerta sportiva?

C’è in programma una riqualificazione degli spazi sportivi e locali per dare agli atleti e alle atlete ulteriori spazi adeguati per fare attività sportiva. Stiamo lavorando con l’amministrazione comunale per rendere l’impianto più funzionale possibile alle richieste delle varie associazioni. L’offerta sportiva è già molto ampia e variegata, però nell’ottica di ampliare l’offerta cominceremo anche con un’attività legata al calcio da tavolo il subbuteo. Questo lo facciamo anche con l’intenzione di poter attrarre dei giovani che possano sperimentare altre forme di gioco, come facevamo noi da piccoli, ed evitare per qualche ora l’uso del cellulare.


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