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venerdì 23 agosto 2019

Attualità martedì 07 marzo 2017 ore 06:30

Dj Fabo, una fine combattuta

Fabiano Antoniani, Dj Fabo
Foto di: tratta da Fb

Ospitiamo gli interventi di 3 studenti del villaggio scolastico sul caso di Fabiano Antoniani, tetraplegico dal 2014. Per morire è andato in Svizzera



PONTEDERA — Gli studenti del villaggio scolastico di Pontedera da qualche settimana scrivono e pubblicano articoli su Qui Nos, quotidiano on line degli istituti superiori di Pontedera (nato dall'Itis Marconi) e inserito nel network di Qui news, come l'edizione della Valdera e le altre 30 edizioni circa che coprono tutto il territorio toscano.

Ospitiamo il terzo e ultimo intervento degli studenti dell'Itis sul caso di Dj Fabo, l'uomo di 40 anni che dopo essere rimasto tetraplegico nel 2014 ha chiesto allo stato italiano una legge per poter usufruire dell'eutanasia. Fabiano Antoniani ha poi deciso di andare a morire in Svizzera, in una clinica a pagamento dove il suicidio assistito viene praticato nei casi di malattie gravi e non recuperabili.

Il terzo intervento che pubblichiamo è di Alessia Bartaloni e Annalisa Galletti, classe 4A del liceo scientifico XXV Aprile di Pontedera. Eccolo:

Una fine combattuta

“Amavo molto la mia vita. Ma questa non è la mia vita.”

Svizzera

Nel film “Io prima di te” uscito nel 2016 un uomo, coinvolto in un gravissimo incidente, decide di ricorrere all’eutanasia rivolgendosi a una clinica svizzera. Una vicenda del tutto simile, ma purtroppo reale, è stata trattata, con grande scalpore, in Italia in relazione alla vicenda recente dell’eutanasia o “suicidio assistito” di un italiano in Svizzera.

In Italia non è ancora stata approvata una legge in favore dell’eutanasia mentre in altri paesi, come la Svizzera, l’eutanasia è considerata legale da tempo, anche se occorre pagare una somma considerevole per fruire, in una clinica, della “procedura”, a patto, naturalmente, di essere affetti da una malattia classificata come incurabile.

Prima del momento finale i medici svizzeri cercano comunque di far recedere i pazienti dalla decisione, sottoponendoli a incontri con psicologi, ma se questi non hanno effetto, procedono, somministrando in modo controllato un potente veleno.

Fabiano Antoniani, 40 anni, conosciuto come “dj Fabo”, affetto da problematiche sanitarie incurabili e irreversibili a seguito di un gravissimo incidente stradale del giugno 2014, è un caso che in Italia ha recentemente fatto molto scalpore. Fabo, essendo rimasto cieco e tetraplegico, ha preso la grave decisione di mettere fine alla sua condizione di “prigionia” degli ultimi tre anni di vita ed ha espresso la volontà di andare, per questo, in Svizzera.

In precedenza Fabiano aveva rivolto un appello al Presidente della repubblica Sergio Mattarella, dichiarandosi deluso per il fatto che il nostro Parlamento non ha ancora preso posizione, né tantomeno attivato una legge in merito all’eutanasia, per cui lui si trovava costretto ad andare all’estero per di più in solitudine, per non mettere in difficoltà nei confronti della legge italiana, familiari, amici e compagna. Finché è stato in Italia Fabiano è stato seguito da Valeria, la sua compagna, fondamentale per il suo sostegno morale e fisico. Valeria ha dato voce alle sue parole e lo ha sostenuto nella sua battaglia finché ha potuto. Insieme avevano provato ogni tipo di cura e di riabilitazione fino alla grave decisione finale.



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