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Attualità martedì 30 gennaio 2018 ore 15:31

Pontedera, ex terra di onorevoli

Nello e Giuseppe Toscanelli

Ricca, dall'Italia Unita al terzo millennio, la storia parlamentare della città. Ma il filone sembra ora inaridito



PONTEDERA — Non ci sono, a quanto sembra, candidati pontederesi doc alle prossime elezioni poltiche, ma già nell'Italia appena unita Pontedera ebbe in successione due deputati, padre e figlio, per una quarantina d'anni e fino alla prima guerra mondiale. 

Erano Giuseppe e poi Nello Toscanelli, i gran signori della Cava, già villa e tenuta medicea e poi dei Riccardi prima del loro subentro. Venivano eletti del collegio di Pontedera e su Giuseppe Toscanelli, che neanche il Carducci riuscì a battere, il poeta Renato Fucini, alias Neri Tanfucio, scrisse un sonetto per prendere in giro "er deputato de' pontederesi" che resisteva in parlamento a tutti i cambiamenti politici. 

Anche durante il fascismo Pontedera ebbe un importante politico, Lando Ferretti, decorato nella prima guerra mondiale e per un periodo membro del gran consiglio del fascismo che il 25 luglio 1943 'boccerà' Mussolini. Ma in quei tragici anni Lando Ferretti non era più in quel consesso perché caduto in disgrazia. 

All'inizio del fascismo fu deputato e sottosegretario del primo governo Mussolini (di coalizione) in futuro, in tempo di repubblica democratica, deputato, presidente della camera e poi della repubblica, Giovanni Gronchi, nato all'inizio dell'attuale via I° maggio vicino al bar Ferretti. Mentre Giuseppe Togni, anche lui Dc ma non della sinistra democristiana come Gronchi, nato a Pontedera dove il padre si era trasferito per fare l'impiegato della pretura, fu più volte ministro, soprattutto dei lavori pubblici. E con lui Pontedera ebbe il nuovo acquedotto e altri servizi.

Altri deputati pontederesi, eletti nell'Italia repubblicana e democratica un po' qua e un po' là, a Milano, Roma, e così via, furono nel secondo dopoguerra lo stesso Lando Ferretti (msi), Edgardo Lami Starnuti (psdi), Guido Ceccherini (psdi), Gastone Nencioni (Msi), il treggiaiolo Anselmo Pucci (pci), quindi Giacomo Maccheroni (Psi) e, ultimo della serie, Gonario Nieddu (pds) di origini sarde come nome e cognome dicono chiaramente. 

In tutto, una decina di onorevoli, concentrati soprattutto nella seconda metà del '900 e forse con un primato nazionale in relazione al dato anagrafico di Pontedera, fra i 25 mila e i quasi 30 mila abitanti. Ma ultimamente il fenomeno della Pontedera presente a Roma si è spento, pur se qualche candidato c'è stato, mentre Pontedera ha ora il governatore della Regione, Enrico Rossi.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata

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