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Attualità martedì 25 ottobre 2016 ore 13:45

Giovani, belli e rivoluzionari

Il progetto "Sabotaggi urbani" ha affrontato con un flash mob il tema della rivoluzione attraversando le strade cittadine



PONTEDERA — Il tema su cui i giovani hanno lavorato per questo secondo sabotaggio urbano è la rivoluzione "abbiamo declinato il termine in modo da comprenderla come qualcosa di molto vicino a noi - ha spiegato la responsabile del progetto Silvia Rubes - qualcosa che non abbia a che fare con ideologie, armi, battaglie, vittorie o sconfitte ma con la vita, con l'arte, con la poesia, con le parole, con le emozioni che arrivano inaspettate e cambiano le prospettive". 

I giovani, venerdì 21 ottobre, hanno attraversato la città partendo dal Ponte Napoleonico, proseguendo verso il liceo XXI Aprile, piazza Garibaldi, corso Matteotti e, ultima tappa, la passerella pedonale del villaggio scolastico.

Sabotaggi urbani è un progetto di teatro in strada. Un progetto per i giovani. In direzione contraria è il secondo di una serie di appuntamenti che saranno creati da Silvia Rubes in collaborazione con la compagnia amatoriale daimon. Un gruppo teatrale che si è costituito all'interno del laboratorio teatrale per adolescenti presso la scuola di danza spazio nu

Una proposta ideata e realizzata in collaborazione con l'assessorato alle politiche giovanili e il consigliere Mattia Belli, l'assessora alla cultura Liviana Canovai del Comune di Pontedera

Pensato per rafforzare il senso di appartenenza dei ragazzi alla comunità e richiamare a un bisogno di dire e ascoltare per valorizzare la presenza. Il senso di appartenenza si misura con la forza delle parole dette in coro ai passanti, parole che hanno lo stesso sapore e la stessa necessità di un fiume che scorre inesorabile carico del peso delle sue acque. Più mi sento di appartenere più ho bisogno e voglia di parlare. Vorremmo dare ai passanti parole in piena, vincere la paura di esporsi e coinvolgere gli spettatori nel gioco poetico del dare nuovo senso al sostare, passeggiare, stare in città . Andare in direzione contraria, parlare di cose che ci toccano là dove normalmente non se ne parla, indossare colori sgargianti per attenuare il nero delle mode,
Sussurrare frasi, far sentire la nostra presenza là dove ormai siamo dati per scontati, essere passanti che lottano contro la corrente delle azioni che abitualmente facciamo e osserviamo per strada.



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