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Attualità domenica 05 dicembre 2021 ore 07:00

​I 171 anni della Crastan

Si partì con Luzio, proseguirono i figli fino ad arrivare a questi tempi moderni, mentre ora sono subentrate anche nuove ditte.



PONTEDERA — Anche se ormai Pontedera ne parla poco perché il palazzo Crastan, ad esempio, è passato al comune già da mezzo secolo mentre è chiuso quello di via Primo Maggio, con vista sulla stazione ferroviaria, dove si si producevano i surrogati di caffe. Attività ora spostata nella periferia pontederese verso lo scolmatore. E' una grande storia quelli dei Crastan di Pontedera, da non paragonare con la Piaggio ma pur sempre molto importante

La ditta fondata a Pontedera nel 1870, dopo che Luzio aveva lavorato anche a Firenze, fece subito un bel salto. E quando morì, nel 1888, proseguirono e migliorarono l'attività i suoi tre figli.

Ne vogliamo parlare perché alle soglie del 2022 il marchio Crastan è ancora ben attivo anche se sono intervenute altri marchi. Non tutti sanno che la produzione partì con la materia prima, la radice di cicoria essiccata, poi, anche per causa delle due guerre del secolo scorso, ci furono problemi ma anche grandi sviluppi.

Come racconta anche Laura Martini, "dai 4 operai registrati nel 1881 si passò dopo pochi anni a 60, in gran parte donne e a bambini, anch'essi al lavoro." La Crastan è ancora viva e vegeta, come detto, e gode salute ora che siamo alle soglie dell'anno 2022. Ed ecco cosa racconta la Martini: "La gestione di tipo paternalistico ancora viva durante la seconda guerra mondiale aveva creato un rapporto di reciproca fiducia tra gli operai e i Crastan che avevano istituito anche una mutua che avrebbe portato gli operai alla pensione e al sostegno in caso di malattia... 

Spesso i Crastan aiutavano le famiglie dei dipendenti meno abbienti e i figli per gli studi, e a volte contribuivano a pagare il funerale di quelli che non potevano permetterselo. E dall'altra parte, gli operai si offrivano per lavorare anche come imbianchini, falegnami, giardinieri anche a casa Crastan."

Un passato importante e significativo, oggi non più presentabile.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata


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