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Attualità martedì 24 ottobre 2023 ore 15:00

Il Teatro Era fa discutere, "Chiuso alla città"

Il Teatro Era
Foto di: Piero Frassi

L'ex direttore della biblioteca comunale Cerri chiede di aprire alla comunità: "Non si fa più formazione, una megastruttura chiusa ai pontederesi"



PONTEDERA — La presentazione della nuova stagione teatrale per Pontedera, avvenuta ieri, lunedì 23 Ottobre, non è rimasta senza strascichi. 

Già durante l'evento, in sala "Cieslak", l'ex direttore della biblioteca comunale ed oggi Presidente dell'UTEL, Roberto Cerri, aveva espresso le sue perplessità sull'effettiva apertura al pubblico del Teatro Era. Non tanto in termini di spettacoli, quanto piuttosto di partecipazione attiva del territorio alle dinamiche del teatro pontederese.

"Il Teatro Era - ha spiegato - è nato per mettere insieme tre importanti tradizioni teatrali pontederesi: quella del teatro classico dell'ex cinema teatro Roma, quella del teatro sperimentale del teatro di via Manzoni e quella del teatro amatoriale, dalla Filodrammatica Susini al Teatro popolare di Treggiaia. Oggi, purtroppo, ha finito per presentare una stagione classica e commerciale di qualità, ma senza particolari punte di eccellenza".

"E ancora, è stato azzerato o quasi il teatro sperimentale e di ricerca, chiudendo fisicamente sia il Centro per la ricerca e la sperimentazione, sia il Workcenter voluto da Grotowski, tagliando qualunque rapporto con il teatro amatoriale - ha aggiunto - inoltre, è ridotta quasi a nulla la formazione di attori e pressoché cessati i rapporti con le scuole: il tutto ha portato alla deriva la cinquantennale esperienza teatrale cittadina".

Una critica sferzante, che per Cerri però contiene le debolezze dell'attuale Teatro Era. "Una megastruttura teatrale, con una importante storia alle spalle, ma senza un futuro chiaro - ha detto - si fa a fatica teatro commerciale, non si fanno più ricerca e sperimentazione e si ospitano poco e malvolentieri le associazioni teatrali locali".

Come già nel suo intervento direttamente alla presentazione della nuova stagione, Cerri ha ribadito anche le sue perplessità sull'uso della struttura. "Resta chiusa per 300 giorni all'anno e si investe molto per manutenzioni straordinarie - ha proseguito - si usa poco la sala grande, un po' di più le sale di prova e non si usa mai in estate l'anfiteatro costruito sul retro del teatro. Tutto questo costerebbe 1,2 milioni all'anno: una situazione che sembra paradossale, che la politica locale discute solo tra pochi eletti e che la stragrande maggioranza dei pontederesi ignora".

Per Cerri, allora, la soluzione è aprire il Teatro Era tutti i giorni della settimana alla cittadinanza. "Apriamo a tutti coloro che vogliono fare teatro e a chi produce cultura, oltre a far formazione teatrale e lavorare con le scuole - ha concluso - dispiace vedere questo mega edificio maltrattato e chiuso: certo, c'è il problema di capire chi sia davvero il proprietario del Teatro Era, se sia ancora dei pontederesi oppure no. Ma cosa voglia farne chi lo tiene in pugno oggi, è sotto gli occhi di tutti e non va bene".


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