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lunedì 27 gennaio 2020

Attualità giovedì 12 dicembre 2019 ore 15:02

Immigrati, casa e lavoro i primi problemi

Lo dice un' indagine statistica della Tavola della Pace in vista del convegno di sabato. Qualcuno lamenta anche le file per la sanità e il 'razzismo'



PONTEDERA — I problemi per noi stranieri? Più o meno gli stessi dei cittadini italiani: la casa e il lavoro. Sono soprattutto questi due temi a emergere dal sondaggio realizzato dalla Tavola della Pace su 263 immigrati del nostro territorio (sostanzialmente Valdera e Zona del cuoio). E gli immigrati che hanno risposto al sondaggio sono in gran parte senegalesi e marocchini. Fra loro il 33 (il 13%) sono laureati, 26 non hanno titoli di studio (10%). 88 (33%) sono operai, 55 (21%) le casalinghe e 44 (17%) studenti.

I servizi comunali sono promossi: l'83% esprime un giudizio buono o sufficiente. Sui giudizi negativi pesa invece la difficoltà linguistica e il mancato riconoscimento dei titoli. Sui servizi di anagrafe il giudizio positivo raggiunge l'87% ed è positivo anche il giudizio sulle opportunità di formazione dove il 74% esprime giudizi favorevoli anche se in questo caso si critica la mancanza di corsi gratuiti e l'informazione. Analoghe percentuali di soddisfazione anche per i trasporti pubblici dove le critiche sono alla mancanza di puntualità e ai biglietti troppo cari.

I servizi di informazione ai cittadini sono positivi per il 72% degli intervistati anche se c'è un ulteriore 8% che non sa o non risponde.

Positivi anche i giudizi sui servizi socio sanitari. In questo caso oltre il 91% è soddisfatto pur sottolineando le attese lunghe, la mancanza di cortesia e i problemi di comprensione linguistica. Ma 8 risposte parlano anche di razzismo nei loro confronti. Negativi invece i giudizi sull'accesso al mercato del lavoro: il 57% dice che è insufficiente sia per mancanza di lavoro ma anche per “discriminazione” secondo 14 risposte. 'Non si accettano stranieri, non si accetta il velo, lavori solo per uomini' eccetera

Negativo anche il percorso di accesso alla casa. Più della metà degli intervistati ha infatti un giudizio negativo in questo caso motivato spesso da diffidenza, rifiuto, razzismo (53 risposte). Poi gli affitti vengono giudicati cari e viene giudicato difficile accedere alle case popolari.

Proprio dagli stimoli di queste risultanze e' nata la giornata di studi che si terrà a Pontedera sabato. Si cercherà di dare risposta alle domande: Quali politiche abitative? Come coinvolgere anche i cittadini stranieri nei percorsi di integrazione? L'appuntamento è sabato alle ore 17.00, presso il “Centrum Sete Sois Sete Luas” in Via Rinaldo Piaggio. L'iniziativa, dal titolo “Casa dolce casa: Ma lo è per tutti? - Città e territori al confronto sulle politiche abitative” avrà la forma del talk show e sarà articolato su tavoli di lavoro. Si confronteranno i rappresentanti delle associazioni di immigrati, gli amministratori locali, i piccoli proprietari immobiliari, gli agenti immobiliari, gli amministratori di condominio, le agenzie per l'abitare sociale e i cittadini.
L'iniziativa, promossa dalla Tavola della Pace, ha il patrocinio dei comuni di Pontedera e Ponsacco e dell'Unione Valdera.

M.M.



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