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Attualità lunedì 29 febbraio 2016 ore 18:30

"Inappropriata, illogica e fuorviante"

Benedetto Benedetti

I sindacalisti della Uilm Benedetti e Nacci controbattono alla vicesindaco Pirri sulla questione dei festeggiamenti per il 70esimo della Vespa



PONTEDERA — "Risposta inappropriata dai contenuti illogici e fuorvianti". Così Benedetto Benedetti e Samuele Nacci della Uilm hanno bollato l'intervento, in replica al loro, della vicesindaco Angela Pirri in merito ai festeggiamenti che il Comune sta organizzando per il 70esimo anniversario della Vespa in programma dal 23 al 25 aprile (dato che il brevetto Vespa fu depositato il 23 aprile 1946).

Secondo i due sindacalisti, Pirri avrebbe travisato la loro posizione. "La nostra organizzazione - scrivono in una nota stampa Benedetti e Nacci - ha sostenuto che è bene festeggiare i 70 anni della produzione relativa alla Vespa, non solo perché questo prodotto ha fatto la storia della città e dello stabilimento Piaggio, ma in particolar modo, perché in questo sito ci lavorano e ci hanno lavorato i nostri iscritti. Il rispetto per la produzione è almeno pari a quello che dobbiamo ai lavoratori, dato che molti tra loro sono rimasti a lavorare in catena di montaggio fino all’età di 66 anni".

In merito alla possibile visita di Renzi, precisano: "Come Uilm non siamo assolutamente contrari alla venuta del nostro Presidente del Consiglio a Pontedera; anzi ne siamo molto fieri. Al premier, che saluteremo con rispetto, faremo presente tutte le nostre preoccupazioni riguardo al futuro dello stabilimento produttivo della Piaggio".

E poi Benedetti e Nacci proseguono: "Riguardo ai sogni, a cui fa riferimento la rappresentante dell’istituzione comunale della città, possiamo assicurare che anche noi siamo propensi a sognare in grande, ma la realtà del lavoro ci porta anche a stare coi piedi per terra, dato che nel caso in questione, siamo costretti ad assistere alla devianza della delocalizzazione che sta colpendo la Valdera. La Silicon Valley, a cui accenna il vicesindaco è caratterizzata dal fenomeno del reshoring, ovvero da tante aziende americane che ritornano a produrre in Usa. Qui da noi aziende importanti come la Piaggio, ma anche altre medio-piccole, fanno della produzione all’estero il loro core-business. Non può esserci Industry 4.0 senza il ritorno da dove si è partiti".

I sindacalisti insistono sulla Piaggio. "Pensiamo che sia giusto far presente al vicesindaco, che sogna di vedere tanti giovani camminare lungo il viale Rinaldo Piaggio, la stessa Piaggio da alcuni anni lavora di fatto sette mesi al anno producendo solamente 120 mila veicoli all’anno, rispetto ai 400-500mila degli anni passati. Di certo molti ragazzi, se continua così, passeggeranno lungo quel viale, ma con in testa il pensiero fisso di trovare un posto di lavoro che non c’è. Anche molte aziende dell’indotto hanno chiuso i battenti: per esempio, la Ghiara Meccanina con 40 dipendenti; la Bib, arrivata ad avere fino a 120 addetti. Molte altre che sono rimaste aperte, hanno dovuto invece ridurre il personale: la Pieracci Meccanica è scesa da 120 dipendenti a circa 40;la Tmm ha 90 dipendenti, ma riesce a farne lavorare solo 40 persone. Quindi, più che sognare - suggeriscono Benedetti e Nacci a Pirri -, occorre guardare in faccia la realtà. Lo devono fare sindacalisti ed imprenditori, ma a rileggere l’interpretazione del vicesindaco rispetto a quel che muove intorno, soprattutto i tanti politici locali eletti nelle istituzioni cittadine".

E sulla Città dei motori: "E' un luogo evocativo che nella realtà non è più a Pontedera, perché i motori vengono costruiti in Vietnam ed in India. Quind,i cerchiamo di riportare la produzione dei motori a Pontedera e poi anche noi aiuteremo a far campeggiare al meglio quel cartello con la dicitura suddetta".

Infine i sindacalisti chiudono in riferimento alla proposta del Tavolo Regionale, a detta loro caduta nel vuoto. "Vuol dire che è giunto il momento di fare coesione, di mettere da parte le divisioni sindacali e le appartenenze politiche per metterci intorno a un tavolo per approfondire quel che val la pena di festeggiare e ciò che occorre urgentemente fare per salvaguardare le produzioni manifatturiere nella nostra provincia. La memoria - concludono Benedetti e Nacci - serve per guardare al futuro, non per celebrare quel che è stato".



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