Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 19:27 METEO:PONTEDERA20°  QuiNews.net
Qui News valdera, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdera
mercoledì 24 febbraio 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
«Il Papa sarà qui da noi a Bagdad il 5 marzo: una visita eccezionale. Porterà conforto e speranza in Iraq»

Attualità domenica 17 gennaio 2021 ore 07:00

​La pandemia e la guerra

Le vittime del Covid, quasi tutte già afflitte da malattie e vecchiaia, sono molte meno delle bombe americane lanciate senza veri obiettivi sulla città nel gennaio del '44



PONTEDERA — Quante vittime ha fatto la pandemia a Pontedera? Almeno per noi non c'è un riferimento ufficiale, forse intorno ai quindici-venti, in gran parte perché molto anziani oppure malati di malattie gravi alle quali si è poi accompagnato il maledetto covid. I morti degli altrettanto maledetti bombardamenti, mine e stragi belliche del gennaio 1944 furono invece 200 circa. Molti di più, dunque, rispetto a cosa è accaduto, sta accadendo e purtroppo, temiamo, accadrà ancora. Pur se rispetto all'inizio di primavera dello scorso anno, quando la pandemia scoppiò, non sono e non saranno più tanti come allora. Così si pensa e si spera.

Domani mattina ci sarà la consueta cerimonia sotto la lapide che allo sfocio di via Guerrazzi in piazza della Concordia ricorda, appunto, le vittime delle bombe americane che nel '44 ormai dilagavano nel centro e nel nord d'Italia senza più obbiettivi mirati ma a casaccio sulle città. La Piaggio si era già trasferita in Piemonte con una cospicua parte dei suoi dipendenti - quattro di loro morirono uccisi dai partigiani chi sa perché - ma nei primi giorni di gennaio la città era ancora vissuta da molti pontederesi. 

18 gennaio intorno a mezzogiorno: gli aerei americani partiti dall'Abruzzo cominciarono e bombardare Pontedera dalla zona del già distrutto ponte alla navetta e il maggior numero di vittime fu lungo l'Era e l'Arno dove i pontederesi si erano rifugiati non volendo scendere nei rifugi - il più grande era in Piazza Garibaldi sotto la cui superficie c'è ancora -che giudicavano ancor più pericolosi. Da allora, dai tre giorni di gennaio, la città non ha più avuto vittime belliche. E anche la pur disastrosa alluvione del '66 non fece vittime. 

Ma torniamo al confronto, per certi versi impossibile, con la pandemia. Un confronto non paragonabile ma pur sempre in clima deleterio sia per le vittime sia per l'economia e la vita sociale che si sta man mano impoverendo. Tanto che decine e decine di famiglie o di singoli devono essere assistiti.

L'aspetto positivo sarebbe l'arrivo in massa dei vaccini, quello negativo è che l'operazione-vaccini deve essere rapida se si vuole salvare diverse vite pontederesi e di tutta Italia.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Attualità

CORONAVIRUS

Cronaca