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Attualità domenica 20 marzo 2022 ore 07:00

​L'attentato al fratello del sindaco

Nei primi di marzo del 1898 a Pontedera ci furono scioperi, l'attentato al fratello del sindaco e la morte di un tredicenne



PONTEDERA — Passò alla storia e fu definito "della fame" il grande sciopero di Pontedera col popolo che chiedeva il taglio del prezzo dell'allora principale alimento. Il pane. Ne nacquero tumulti continui e accaddero due avvenimenti tragici: il grave ferimento del fratello del sindaco e la morte di un ragazzo con una fucilata da parte delle guardie che tenevano 'a frenò' i popolani. Il tutto mentre gli anarchici e i socialisti stavano nascendo sempre di più.

In quegli anni il sindaco di Pontedera era l' industriale cavalier Emilio Morini. I Morini erano proprietari del grande palazzo del piazzone sul lato Era, tuttora presente, e della fabbrica tessile che si estendeva fino alla linea ferroviaria con la stazione non ancora trasferita dove è oggi. Per salire sui binari bisognava spingere i cavalli che trasportavano vari generi e proprio sulla salitella mori il figlio del trasportatore cadendo per le bizzarrie del cavallo.

I lavoratori della Morini erano circa 400, in gran parte donne mentre i fratelli Morini facevano parte della grande borghesia ottocentesca pontederese. E di queste aziende si parlava come "La Mancester della Toscana".

Amerigo era il fratello del sindaco Emilio. Fu assalito, picchiato e ferito a sangue dagli 'agitatori' e rischiò la morte. Sciopero e clima nel cui ambito sono da ricondurre all'attentato le fucilate dell'esercito in piazza Cavour che uccisero il tredicenne Corrado Gambaccini.

Pontedera non era e non è una grande città, ma a Milano, sempre i quei giorni, molti soldati di tutti i ranghi al comando del generale Bava Beccaris provocarono 80 morti e 460 feriti.

Il sindaco Emilio Morini e gli altri della giunta comunale e della 'Pontedera bene' emanarono un ordine del giorno con frasi molto forti: "Ritenuto che l'attentato commesso ieri sera (6 marzo) ha una gravità eccezionale perché dimostra che all'infuori di rancori personali e di eccitamento momentaneo si tende a colpire il cittadino unicamente per brutale malvagità e per spargere sangue... la giunta deplorando all'unanimità questa situazione nutre piena fiducia che vengano adottati dalle competente autorità provvedimenti atti a tranquillizzare la cittadinanza e dare ai cittadini maggiore sicurezza personale" .


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