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Attualità martedì 09 luglio 2019 ore 16:20

Ospedale Lotti, un reparto tutto nuovo

Terminati i lavori a Rianimazione per migliorarne funzionalità e sicurezza. I familiari potranno stare al fianco dei pazienti tutto il giorno



PONTEDERA — Con il completamento del secondo lotto dei lavori di adeguamento del reparto di Rianimazione, l’ospedale Lotti ha chiuso il cerchio relativamente alle terapie intensive: la struttura è stata adeguata agli standard più attuali in tema di funzionalità e sicurezza per un investimento complessivo di circa 150mila euro, con lavori diretti da Massimo Bascherini.

I nuovi locali sono stati inaugurati questa mattina alla presenza del sindaco di Pontedera Matteo Franconi, del direttore dell’ospedale Luca Nardi, del direttore dell’anestesia e rianimazione Paolo Carnesecchi, del dirigente infermieristico Andrea Lenzini, della responsabile della cardiologia Alessandra Lucarini e della caposala Stefania Biagini

Tutti hanno messo in evidenza l’importanza del progetto in "un ospedale a misura di paziente" che copre un ampio territorio: la rianimazione e la terapia subintensiva multidisciplinare ricoverano, in un anno, circa 1000 pazienti.

Le intensive del Lotti, insieme al dipartimento di emergenza e urgenza, furono completate e rese operative circa 32 anni fa, ecco perché era necessario un serio intervento di adeguamento anche rispetto alle nuove norme in materia di impiantistica ospedaliera. Un altro aspetto significativo riguardava il collegamento dei due reparti preesistenti (UTIC e rianimazione) in un unico reparto di intensiva a vantaggio dell’efficienza e della razionalizzazione dell’uso delle risorse.

I lavori sono stati necessariamente eseguiti in due fasi distinte mantenendo una porzione del reparto sempre in funzione: aspetto questo essenziale per il prosieguo dell’attività sanitaria nell’intero ospedale alla quale non può mancare l’apporto delle intensive. L’area interessata dai lavori è stata di circa 300 metri quadri , i posti letto con la nuova impiantistica sono 10, mentre i lavori sono durati 4 mesi.

Un’altra peculiarità del reparto è data dalla possibilità per i familiari di rimanere accanto al paziente durante tutto l’arco della giornata. Infatti, a Pontedera si parla di una “rianimazione aperta”, che aderisce, tra l’altro, al GIVITI (Gruppo italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva), composto dalle terapie intensive di tutta Italia, che promuove e realizza progetti di ricerca con l'obiettivo di valutare e migliorare la qualità dell'assistenza in terapia intensiva, quella di Pontedera partecipa anche al progetto Margherita per il miglioramento continuo della cura dei pazienti.

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