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Cronaca martedì 09 febbraio 2021 ore 16:39

L'ex sindaco Marconcini condannato per peculato

Paolo Marconcini

Pena sospesa per l'uso privato dell'auto aziendale all'epoca della presidenza Geofor. Pubblichiamo la sua lettera dopo la sentenza



PONTEDERA — Dieci mesi e dieci giorni con pena sospesa. E' stata pronunciata oggi in tribunale a Pisa la sentenza nel processo che vedeva come imputato l'ex sindaco di Pontedera Paolo Marconcini per fatti riferibili al 2015 quando era presidente di Geofor.

Assolto l'ex amministratore delegato di Geofor Catarsi, accusato di abuso di ufficio per la stessa vicenda.

Nel mirino della Procura era finito l'uso dell'auto aziendale a fini personali. Una vicenda che portò alle dimissioni di Marconcini, dopo settimane di polemiche.

"Dopo quattro anni si è finalmente concluso il processo, celebrato con il rito abbreviato da me richiesto, per le accuse che mi riguardavano." - scrive Marconcini in una nota -"Mentre sono stato assolto dall’accusa di abuso di ufficio, è stata emessa nei miei confronti una condanna di peculato per 10 mesi e 10 giorni per un episodio di peculato. Il Pubblico Ministero si era limitato a chiedere 2 mesi e 20 giorni ipotizzando un peculato d’uso. Il Giudice è stato più severo e non è stato di questo avviso, ritenendo che si sia trattato di un vero e proprio peculato, anche se mi ha riconosciuto ben tre circostanze attenuanti. Sarebbe a dire che ho approfittato del ruolo pubblico conferito, a mio vantaggio in una misura tale da meritare quella pena. Con rispetto prendo atto della sentenza, per un fatto di cui mi assumo la responsabilità, ma non la posso condividere. Valuterò pertanto il ricorso in appello.", 

"Ho svolto il ruolo di Presidente della Geofor a tempo pieno dal 2010 al 2016, che era il mio lavoro: tutti i giorni, mattina e sera e spesso il dopo cena per gli incontri nei Comuni per diffondere l’uso della raccolta differenziata dei rifiuti. La mia vita personale e quella lavorativa erano in gran parte coincidenti. Il mio emolumento è sempre stato al minimo previsto per quel ruolo, ovvero 2.155 € al mese, senza tredicesima, senza trattamento di fine rapporto, né premio di produzione, nonostante la legge lo consentisse come avviene per altri presidenti di aziende similari in attivo, come è sempre stata Geofor durante la mia presidenza. Lo stesso emolumento che ho percepito nei dieci anni precedenti in cui sono stato sindaco della città di Pontedera.", ha detto ancora Marconcini.

"Nel 2016 abbiamo liquidato i soci privati di Geofor, che da azienda mista è diventata interamente pubblica per l’ingresso in Reti Ambiente, assecondando il percorso di costruzione del Gestore unico dei rifiuti dell’Ato Costa. Per circa sette mesi ho avuto gran parte delle deleghe dirigenti che competevano all’A.D -tranne le amministrative assegnate al direttore amministrativo- senza percepire un solo centesimo in più.Il peculato si riferisce all’uso improprio dell’auto aziendale. L’auto in questione mi fu consegnata dall’azienda con relativi scheda carburanti e telepass. Avevo un’auto privata, che ho utilizzato, finché è stato possibile, anche per lavoro, chiedendo solo rimborsi di carburante..", spiega Marconcini.

"Ho usato l’auto aziendale per ragioni di lavoro, ma anche a titolo personale, convinto com’ero che questa prassi di uso misto fosse consentita e che il problema fosse soltanto quello di una sua formalizzazione come fringe benefit come per altri dirigenti e presidenti. Si era parlato in azienda di risolvere questo problema. Ho anche scritto lettere al riguardo, chiedendo una soluzione. Poi, come spesso succede, la necessità di affrontare e risolvere altri urgenti problemi fece passare in secondo piano la questione. Non avevo in azienda compiti e poteri gestionali per occuparmi e risolvere ciò." precisa l'ex sindaco di Pontedera

"Il 25 e 26 Luglio 2015, essendo ormai fuori uso la Panda privata, sono stato con l’auto aziendale a Maiori al matrimonio di mio figlio, dopo di che sono rientrato al lavoro. Successivamente, dato che non si provvedeva alla formalizzazione di un fringe benefit, il 3 Ottobre 2016, ho insistito e ottenuto che comunque lo si applicasse. Quindi furono emesse in quella data, due fatture semestrali, rispettivamente per il periodo 1 Luglio/31 Dicembre 2015 di 1.672,42 € e per il periodo 1 Gennaio/30 Giugno 2016 di 1.632,59 €. Tale lasso di tempo copre anche i giorni del viaggio oggetto della sentenza. Il calcolo forfettario fu fatto dal direttore amministrativo in base alle tabelle ACI. Ho pagate entrambe le fatture entro ottobre. Il peculato che mi è stato addebitato è di 132,04 € -questo è scritto nell’atto della Procura- quando io ho pagato all’azienda per l’uso dell’auto aziendale, complessivamente 3.305 €. Una cifra assai superiore. E ciò è stato fatto prima che partisse l’indagine che mi ha riguardato, sulla base di una lettera anonima, particolarmente odiosa perché non ho mai fatto mistero dell’uso dell’auto. E per inciso, per replicare all’anonimo e squallido denunciante, tengo a dire che non ho mai erogato “soldi pubblici agli amici degli amici”. Quali soldi? E quali amici?."

"Dopo aver riferito ai Comuni soci, appreso che era stata aperta una procedura nei miei confronti, ho annunciato le mie dimissioni al primo gennaio del 2017, data coincidente con il mio pensionamento, ammontante a poco più di 1.000 € mensili. Ma finalmente con la tredicesima. Non mi pare che molte personalità pubbliche, in analoghe situazioni, facciano altrettanto in questo Paese."

"Resto con l’amarezza - continua Marconcini - di rilevare che tutto si sarebbe potuto risolvere, come avevo anche sollecitato, formalizzando la prassi del fringe benefit: non si sarebbe trattato di un emolumento aggiuntivo perché sarebbe stato detratto dall'importo della busta paga per circa 275/300 € mensili. E non sarebbe stato un privilegio, ma solo il modo di mettermi in condizione di continuare a svolgere con efficienza e dedizione il mio ruolo di presidente. Ho servito le Istituzioni pubbliche per oltre 20 anni: consigliere comunale, capogruppo consiliare, assessore e sindaco. Ho sempre fatto politica con assoluta onestà e non mi sono arricchito. Non possiedo niente. Ho una pensione di poco più di 1000 € mensili. Ero esperto della materia dei rifiuti. Sono stato presidente di un’azienda di servizio pubblico/privata, quale la Geofor, con un fatturato di 70 milioni di euro, con 300 dipendenti circa e importanti responsabilità. Ho svolto il mio ruolo portando l’azienda a conseguire ottimi risultati a livello della raccolta differenziata: 65% medio di bacino servito, raggiungendo la previsione di legge, con punte tra il 70 e l’80%, estendendo ai 25 Comuni serviti la raccolta domiciliare. Ho sempre servito i Comuni soci con grande impegno. Geofor è sempre stata in attivo. L'utile è stato accantonato ed utilizzato per l’uscita dei privati per il conferimento in Reti Ambiente -senza esborso da parte dei Comuni- e in favore degli investimenti per il nuovo impianto dell'organico anaerobico, autorizzato dalla Regione e in fase di realizzazione."

"Se la forma non è stata rispettata - conclude Paolo Marconcini - nella sostanza non sono stato un “furbetto” che ha approfittato ingiustamente di fantomatici privilegi. E, al netto di ogni errore commesso, mi pare onestamente di avere dato di più di quanto ho ricevuto".

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