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Attualità martedì 07 marzo 2017 ore 18:30

Contestazione della Corte, parla Millozzi

Il Comune avrebbe eluso il patto di stabilità per 690mila euro. Il sindaco ha promesso una battaglia legale: "Questa situazione è paradossale"



PONTEDERA — Il sindaco Simone Millozzi ha chiarito in alcuni punti il suo pensiero sull'operato dell'amministrazione dopo la contestazione della Corte dei conti.

Il pronunciamento della Corte afferma che il Comune avrebbe violato il patto di stabilità per circa 690mila euro, relativi al 2013, per la realizzazione di tre opere pubbliche. Nello specifico la realizzazione della scuola materna di Santa Lucia, i lavori di manutenzione straordinaria alla scuola Pacinotti e gli interventi al sistema fognario di Montecastello. 

Lo stratagemma sarebbe stato quello di far rendicontare le spese sul bilancio dell'Unione dei Comuni invece che su quello del Comune.

Millozzi ha già detto di voler presentare ricorso e ha espresso alcuni punti cardine a difesa dell'operato del Comune: "Più che per ragioni di natura finanziaria e per le ricadute contabili, il Comune farà una battaglia anche legale (ricorso presso le Sezioni Riunite della Corte) per affermare pubblicamente il valore di alcuni principi che ritiene fondamentali".

Questi i punti ritenuti fondamentali: "Primo, è un paradosso inspiegabile - ha detto Millozzi - il fatto che da un lato e da anni lo Stato e la Regione chiedano ai Comuni di aggregarsi per gestire insieme funzioni e servizi e dall'altro la Corte dei Conti sanzioni un Comune perché insieme ad altri ha realizzato una Unione a cui ha trasferito, tra le altre cose, il compito di costruire scuole nuove e ristrutturare scuole vecchie".

"Secondo - ha ripreso il sindaco - non esiste nessuna norma di legge, nessun regolamento, nessun principio contabile, nessuna prescrizione ministeriale che impedisca (ed impedisse al tempo) ai Comuni di organizzarsi in un ente riconosciuto ed incentivato come l'Unione per gestire in forma associata una pluralità di servizi tra cui anche l'edilizia scolastica. La Corte dei Conti ha interpretato una norma (generica ed atipica) sull'elusione del patto di stabilità considerando quella che è stata la prima Unione della Toscana, quella che è stata un modello seguito e definito virtuoso a livello regionale e nazionale, uno strumento costruito solamente per aggirare il patto di stabilità (a cui peraltro, per legge, le Unioni non sono nemmeno sottoposte)".

"Terzo e ultimo punto - ha aggiunto - tutto ciò senza che sia in alcun modo e sotto nessun punto di vista ravvisato dalla Corte stessa una condotta contraria alla legge né un danno erariale né, tanto meno, un'ipotesi di reato, si arrivano a condannare con sanzioni economiche personali il sindaco e gli amministratori che hanno l'unica colpa di aver rispettato le norme investendo risorse pubbliche per costruire e ristrutturare delle scuole".

"Sulla scorta di questi principi - ha sottolineato Millozzi - con la certezza di aver agito nel rispetto della legge ed in favore della nostra comunità, faremo ricorso contro questa pronuncia perchè abbiamo fondate ragioni giuridiche ed amministrative di merito per contestare una decisione che mortifica in radice la storia amministrativa non solo di Pontedera ma dell'intera Valdera".

"Chiederemo il supporto di Anci e del Governo stesso - ha concluso il sindaco - perché crediamo che sia un dovere affermare a livello nazionale il principio secondo cui l'attività e lo sforzo che gli enti locali producono tutti i giorni per dare risposte ai territori non siano frustrati da un giudizio ed un approccio totalmente tecnocratico. Crediamo che sia profondamente ingiusto condannare Comuni che, seguendo le indicazioni chiare della legge, si mettono insieme per dare servizi sempre più efficaci ed efficienti alle proprie comunità. Crediamo che sia davvero insopportabile censurare sindaci che hanno quale unica colpa quella di realizzare scuole attraverso strumenti che nessuna legge vieta loro di porre in essere. Auspichiamo che questa battaglia non sia solo del Comune e del sindaco di Pontedera ma confidiamo che possa diventare la battaglia di tutti coloro che onestamente, e senza finalità diverse, si impegnano quotidianamente per rispettare il mandato ricevuto dai cittadini e per perseguire il bene comune".

René Pierotti
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