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Attualità mercoledì 17 marzo 2021 ore 14:00

Pontedera per l'Unione, Palaia no

Oggi ricorre l' anniversario dell’unità nazionale. 160 anni fa i pontaderesi votarono a favore dell'Italia unita, palaiesi e forcolesi furono contrari



PONTEDERA — Pur rimanendo un giorno lavorativo, il 17 marzo è la "Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera" per promuovere i valori legati all'identità nazionale. 

Nel 1861 la votazione per la scelta fra l'Unione con l'Italia e il regno separato fu plebiscitaria. Da poco Palazzo Stefanelli era diventato il municipio cittadino, sul quale furono poi murate due lapidi commemorative.

Su 2642 pontederesi iscritti alle elezioni, votarono in 2226, di cui 2210 per l'Unione, 14 per il regno separato e 2 soli, evidentemente 'non convinti' né in un senso né nell'altro, annullarono le schede.

160 anni fa, anche Pontedera, promossa capo del compartimento elettorale, diventava quindi parte attiva dell'Italia Unita (salvo il Lazio e la Roma papale). E per festeggiare questo lieto evento, due lapidi furono murate sui due fianchi del portone di Palazzo Stefanelli, uno è ancora visibile, e fu dichiarata una grande festa basata su un'altrettanto e ancor sfarzosa illuminazione 'del paese'. Come quella di Pontedera di questo fine 2020, inizio 2021

"Dal piano di Cascina - come dice uno scritto di allora - arrivarono anche due bande musicali che rallegrarono la popolazione. Tutta in festa e che mantenne dignitosa e tranquilla". (Chi patì, come abbiamo detto. furono i 14 che avevano votato per non andare nell' Italia sabauda). E fu Bettino Ricasoli, protagonista dell'Unione della Toscana al Regno d'Italia, a 'ordinare' a tutti i municipi importanti di murare lapidi commemorative.
In pratica tutti erano per l'Italia unita, come successe anche alla Rotta, paese molto importante per le lavorazioni delle fornaci, ma alcuni non furono d'accordo.

Ad esempio, non lo furono la maggioranza dei palaiesi e dei forcolesi, gente che nel futuro penseranno poi di unirsi a Pontedera. Unione mai avvenuta mentre l'unico 'pezzo' del comune di Palaia ma vicino a Pontedera, Treggiaia, passò invece con Pontedera.
"La comune (Il Comune; ndr) di Palaia si è pronunciata, al di sopra delle altre, per il regno separato - così scrisse a Firenze il delegato (una specie di sindaco; ndr) - contandosi 544 schede in questo senso, 292 delle quali ha dato la piccola sezione di Forcoli". Insomma, i forcolesi volevano restare nel regno toscano ma separato.

Nel comune di Palaia - ricordate la famosa frase 'Peggio Palaia...' - c'era e c'è ancora, Alica. E ad Alica, su in cima, c'è ancora il castello - già castello pisano, poi dei frati e quindi di nobili fino a mezzo secolo fa - da tempo rimodernato e affittato a chi vuol godere il mondo dall'alto. Ebbene, il popolo di Alica non ne voleva sapere di stare nell'Italia Unita e quando si accorse che la famiglia Agostini - c'è ancora una erede - era per l'Italia Unita e aveva appeso alla finestra l'italico tricolore, tentò l'assalto riunendosi, urlanti, sotto le finestre.
E ci vollero i carabinieri (di allora) per sottrarre la famiglia Agostini agli assalti del popolo anti italiano.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata

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